MILANO -Il sindaco Letizia Moratti ha chiusoogni polemica sul ruolo del governo nell’assegnazione a Milano dell’Expo, tributando un «sentito ringraziamento» allo sforzo di Romano Prodi. «Un sostegno continuo, giorno per giorno con una linea diretta con palazzo Chigi, e anche a notte fonda, visto che i fusi orari hanno impegnato il Presidente Prodi anche in telefonate notturne». Il ringraziamento del sindaco di Milanoè rivolto anche al ministro degli Esteri Massimo D’Alema, «che ha messo a disposizione la rete diplomatica», e al ministro per le Politiche comunitarie e il commercio con l’estero Emma Bonino, «che ha lavorato fin da subito, grazie alle sue relazioni solide, in aree delicate come quelle del Maghreb e del Golfo, che avrebbero potuto orientarsi verso la Turchia». Grazie anche al sottosegretario agli Esteri Bobo Craxi, e al ministro delle Politiche agricole Paolo De Castro, «vista la tematica scelta per l’Expo». Infine, ringraziamenti anche «alle istituzioni locali, alle Camere di commercio, all’Ente Fiera, al mondo delle imprese. Tutti, ognuno per la propria parte, abbiamo fatto qualcosa, e il risultato è figlio di tutti noi, del nostro lavoro di squadra».
L’assegnazione dell’Expo alla città di Milano è «un successo che illustra l’intero Paese e che non deve essere svilito da ipoteche di natura politica», ha sottolineato il presidente del Consiglio Romano Prodi, al termine della riunione del Comitato promotore dell’Expo 2015 che si è tenuta a Roma martedì pomeriggio. Il premier sottolinea «la propria soddisfazione e non dobbiamo sorprenderci - dice - per il risalto che è stato dato sulla stampa internazionale». Prodi evidenzia poi come sia necessario anche «non sottovalutare la candidatura di Smirne, considerando che la Turchia è in una fase di straordinaria espansione». A proposito dei rapporti internazionali, il premier evidenzia come «sia anche molto importante che l’amicizia con il presidente turco Gul non si sia rotta dopo il voto. Al contrario, mi ha anche invitato - aggiunge - per una visita». Insomma, è stata «una gara leale, dura e forte che non ha lasciato recriminazioni».
Poi, tornando all’impegno che attende la città nei prossimi sette anni, il premier ha aggiunto: «Il successo non è garantito, Milano ha le carte in regola, ma il mondo è esigente e l’Expo deve interpretare le novità e i bisogni più acuti dell’umanità». Il tempo che rimane da qui al 2015 non è «eccessivo», ha sostenuto il premier: «Sette anni non sono pochi ma nemmeno troppi». «Ora si volta pagina, comincia un lavoro di programmazione, oggi si è aperta la prima pagina»
Per il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, l’assegnazione a Milano dell’Expo 2015 rappresenta «una vittoria impensabile senza l’impegno del governo». «Abbiamo fatto gioco di squadra, abbiamo lavorato tutti e ognuno ha fatto la sua parte, anche il governo», ha detto il governatore. «Milano e la Lombardia si confermano - ha proseguito - come il simbolo dell’Italia che vince, che produce e lavora. Un’Italia di classe e che ha gusto». L’assegnazione a Milano è un risultato importante ma ora «davanti ci sono altri sette anni - sottolinea Formigoni - e il lavoro da fare è tanto. Spero quindi che già dalle prossime settimane si possa lavorare con tutti gli altri protagonisti e anche le altre regioni per fare dell’Expo la vetrina d’Italia». 01 aprile 2008