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Mercoledì 2 aprile 2008 17:40 Lavoro nero e politiche securitarie
Intervista a Sandro Chignola, Coordinamento migranti Verona
L’Italia è al primo posto tra i Paesi industrializzati in quanto a lavoro nero, un fenomeno che riguarda in particolare le economie domestiche, il settore delle pulizie, il turismo, l’edilizia e soprattutto l’agricoltura. Cresce inoltre anche la quota di lavoratori, regolarmente assunti, ma generalmente precari tenuti in scacco da contratti a tempo, verso cui vengono poste in essere pratiche al limite della regolarità: mancato rispetto dei contratti collettivi, doppia busta paga, dichiarazione numero di ore o giornate inferiori a quelle realmente svolte. “Il meccanismo della cooperazione mette in parallelo tutte le diverse figure lavorative e ne sfrutta i dislivelli di visibilità nel sistema produttivo” parla cosi Sandro Chignola, Coordimaneto migranti di Verona. È un fenomeno che soprattutto nel Nord-Est riguarda in maniera particolare gli immigrati, i quali, man mano che arrivano nelle città, vanno ad occupare i gradini più bassi della scala sociale, ereditando da chi li ha preceduti quanto di peggio può offrire la società, compreso il lavoro. Chignola aggiunge una provocazione: “Vorrei capire quanto della scintillante attività del nord est non dipenda proprio dall’accumulazione totalmente illegale del capitale...” E’ di oggi la notizia che Firenze, dopo ai lavavetri, dice stop ai mendicanti che chiedono l’elemosina sdraiati sui marciapiedi o sulle strisce pedonali, “causano pericoli ai pedoni e al traffico”. Mentre ieri a Milano è stato sgomberato per l’ennesima volta il campo rom in via Bovisasca. “Non è sicuramente continuando a far leva su questa fantasia demenziale di poter separare , dividere, cacciare nella clandestinità che si possono risolvere i problemi della società multietnica che viene”, conclude Chignola. Proprio il 25 Aprile a Verona si svolgerà una manifestazione per i diritti e la dignità dei cittadini migranti.
[ audio ]
tratto da meltingpot.org
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