RASSEGNA STAMPA

Fonte: Corriere/Vivimilano, 6 Aprile 2008

Il Cavaliere boccia i «grattacieli sbilenchi»

Lo storico dell’architettura Dal Co: «Luoghi comuni». Gillo Dorfles: «Saranno punti di riferimento»

Milano - Domenica 6 aprile 2008

MILANO — «Ho visto progetti di grattacieli elaborati da architetti stranieri, storti e sbilenchi, in totale contrasto con il contesto milanese». Di più: «Spero non sia questa l’idea moderna di Milano, altrimenti la protesta sorgerà spontanea e giusta. E io mi metterò alla testa di questa protesta». Ohibò, e chi è che usa questi toni con una delle più significative realizzazioni in corso sotto alla Madonnina, la riqualificazione della vecchia fiera firmata da nomi quali Zaha Hadid, Arata Isozaki, Daniel Libeskind e Pier Paolo Maggiora? Sorpresa: a parlare in questi termini è Silvio Berlusconi, intervistato per Libero da Gianluigi Paragone. Paolo Buonaiuti, il portavoce del cavaliere, chiosa: «Nulla di strano. Tutti conoscono la passione per il verde del presidente.

A Milano 2, s’inventò la circolazione su più livelli per separare il traffico delle auto da quello pedonale. Tutto si può dire di lui, tranne che sia un cementificatore ». Però, la sortita contro i grattacieli non trova grandi sostenitori. Spiega lo storico dell’arte Gillo Dorfles che «io son d’accordo con Vittorio Gregotti quando dice che Milano non ha bisogno di molti grattacieli. Insomma, non deve trasformarsi in Shanghai. Però, un certo numero di grattacieli sparsi in tutta la periferia sarebbero utilissimi in una Milano così piatta, sarebbero punti di riferimento del territorio». Quanto all’intervento criticato da Berlusconi, secondo Dorfles «il problema è semmai che là sono troppi. Tutti realizzati da grandi architetti, ma forse in quel contesto uno era sufficiente». Curiosamente, è l’opinione esattamente opposta a quella di un grande storico dell’architettura come il direttore di Casabella Francesco Dal Co: «I grattacieli devono essere concentrati, come accade nella downtown Usa, per un uso coerente dei servizi». Mentre sull’incompatibilità architettonica, il professore scuote la testa: «Son luoghi comuni. Mi viene in mente Karl Kraus che in un suo articolo concludeva: "Annuncio ai viennesi una cosa terribile. Una volta la vecchia Vienna è stata nuova". Oppure coloro che definivano la tour Eiffel un attrezzo da infibulazione ».

Ma come l’ha presa il «padre» dei grattacieli, l’ex sindaco Gabriele Albertini? «Quello di Berlusconi è certamente un punto di vista rispettabile. Ma se lei si legge le cronache del Muratori di quel che pensavano i romani durante la costruzione del San Giovanni... La realtà è che tutta l’architettura moderna è concepita in verticale. Lo spazio di superficie deve essere utilizzato per il verde, quello sotterraneo per i servizi. Io, per me, invidio coloro che dalle loro finestre vedranno le Alpi e sotto il grande parco che sorgerà in quell’area».

Marco Cremonesi
04 aprile 2008

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