COMUNICATI

Comunicato di solidarietà sui fatti di Roma

Martedì 8 aprile 2008

Abbiamo appreso con sconcerto quanto è accaduto questa mattina a Roma dove 350 famiglie in lotta per vedersi riconosciuto il diritto ad una abitazione dignitosa, sono state sgomberate dalla tendopoli eretta nel cuore di Roma, a ridosso di piazza Venezia.
Riteniamo inammissibile il tentativo preelettorale di oscuramento delle questioni che assillano quotidianamente i cittadini, la casa, il reddito, tanto più quando questo oscuramento viene perpetrato con azioni di polizia, con fermi o arresti di persone che a viso aperto, pubblicamente fanno tutto ciò che è nelle loro possibilità per migliorare le condizioni in cui versa questa cospicua comunità e che pongono all’Amministrazione della città la necessità di una soluzione.
L’intervento del Viminale a tutelare i turisti dalla vista di un panorama forse poco edificante per un paese sviluppato, è uno schiaffo a chi soffre la mancanza di un alloggio e un pugno nello stomaco per chi, in Italia, sperava ingenuamente che “yes, we can” avesse un significato progressista.
Siamo vicini a quanti e quante soffrono oggi per gli atti sconsiderati e iniqui di un Potere che si auto assolve sempre, di un candidato premier già sindaco di Roma che, evidentemente, solo per se o per i suoi parenti sa trovare case pubbliche a prezzo vantaggioso.
Chiediamo l’immediata liberazione di quanti fossero ancora privati della libertà e una rapida soluzione alla mancanza di alloggio delle famiglie sgomberate.
Questa è l’unica soluzione accettabile.
Comitato di quartiere Portello - Padova


Se non possiamo nemmeno stare nelle piazze, vi cacceremo dai vostri palazzi! Esprimiamo la nostra condivisione e solidarietà con la lotta dei compagni e delle compagne romane, delle famiglie che avevano occupato uno stabile in Via Bragaglia ed avevano poi proseguito la loro lotta per il diritto alla casa con l’occupazione di Piazza Venezia conl’intento di aprire una trattative chiedendo la mediazione del prefetto rispetto alla destinazione del 15% delle nuove abitazioni private costruite a Roma fosse destinato all’emergenza abitativa.
Lo sgombero violento che hanno subito da parte della sbirraglia ad una settimana dal voto dimostra l’odio di classe che la stragrande maggioranza dei politici di ogni colore e schieramento ha verso i senza casa, senza lavoro, senza diritti.
Le ultime grottesche vicende di cui siamo testimoni a Firenze, dal divieto per i mendicanti di sdraiarsi a terra fino alle concrete minacce di sgombero post-elettorale dell’occupazione di Sesto Fiorentino che ospita 200 persone, ci fanno toccare con mano, anche nel nostro territorio, quanto sia la destra che la sinistra siano unite nella guerra ai poveri e nella repressione delle forme di vita e di politica autonome.
Per questo mandiamo un abbraccio ai compagni e le compagne di Roma, a chi è stato/a ferito/a nello sgombero e affermiamo ancora una volta che uniti possiamo vincere, possiamo difendere i diritti fondamentali ed il bene comune nei nostri quartieri e nelle nostre città. E diciamo ai palazzinari ed ai loro amici politici che se continuano a negare la democrazia nelle piazze presto ci troveranno dentro i loro palazzi e non chiederemo il permesso per entrare !
Movimento di Lotta per la Casa di Firenze


La repressione e’ il loro vaccino, e’ cio’ che e’ accaduto a Roma a pochi giorni dalle elezioni ci racconta di come uno schieramento assolutamente trasversale tra Pd e Pdl con tanto di satelliti intorno dall’una e dell’altra parte, subordinati ed elemosinanti potere, intendo affrontare le grandi questioni sociali nel nostro paese.
La lotta dei 350 nuclei familiari romani, che prima avevano occupato uno stabile in Via Bragaglia e poi con l’occupazione di Piazza Venezia con l’intento di aprire una trattative chiedendo la mediazione del prefetto rispetto alla destinazione del 15% delle nuove abitazioni private costruite a Roma sia destinato all’emergenza abitativa, ci riporta al dramma del diritto all’abitare nel nostro paese, ed in particolar modo nelle metropoli. Le violente ed indiscriminate cariche che hanno colpito i richiedenti casa in presidio a piazza venezia e’ una risposta chiara su come chi, a prescindere da chi governera’ tra una settimana, si vogliono affronatare le questioni sociali, ovvero come problemi di ordine pubblico.
Ed e’ significativo che tutto cio’ sia accaduto a Roma, da dove Veltroni e Rutelli hanno lanciato la sfida del Partito Democratico.
Ai tutti i cittadini caricati, ai compagni fermati, ai nostri fratelli e sorelle vittime della repressione del Viminale, va tutta la nostra solidarieta’, mentre a chi ha dato l’ordine di manganellare donne incinte, bambini, famiglie, va tutto il nostro odio.
Oggi piu’ che mai.
Laboratorio Occupato Insurgencia, Napoli
Orientale Agitata / Uniriot Napoli
Associazione Ya Basta Napoli
C.AN.NA - Collettivo Antiproibizionista Napoletano
Collettivo Alternative Visuali - Napoli


Liberi subito i compagni di Roma, diritto alla casa per tutti

Nei nostri territori sull’ accessibilità alla casa si gioca una battaglia importante tesa a contrastare il meccanismo speculativo della rendita dei terreni, che porta all’ esclusione e alla precarietà abitativa.
Nelle nostre città ci sono troppe case senza gente e troppa gente senza casa, i prezzi degli affitti negli ultimi anni sono aumentati del 85%, il patrimonio pubblico è stato largamente svenduto, le case di proprietà sono inaccessibili e i mutui, sempre che uno si voglia indebitare a vita, escludono i precari da ogni forma di prestito.
Notiamo che la risposta è sempre la stessa, bipartisan, per chi dal basso si autorganizza e denuncia la precarietà della vita, reclamando redditto e diritti.
Guai a chi ci tocca, non siamo disposti a tollerare nessuna battaglia securitaria sulla nostra pelle.
Un abbraccio ai compagni/e di Horus occupato del blocco precario metropolitano dalle sorelle e i fratelli del Cantiere.
www.cantiere.org/fuoridicasa


"LUCA, PAOLO E TUTTI I COMPAGNI LIBERI SUBITO!" Denunciamo l’atto gravissimo e arbitrario compiuto stamattina dalla polizia, che ha sgomberato con inaudita e sproporzionata violenza la Tendopoli Precaria di Piazza Venezia montata dai compagni che ieri hanno lasciato lo stabile occupato di via Bragaglia alla Bufalotta. La "brillante" operazione, iniziata alle 6 di mattina di oggi, ha fatto segnare diversi feriti e 9 arresti per resistenza aggravata, il tutto senza alcuna possibile giustificazione.
Questo gesto chiarisce, senza che ce ne fosse bisogno, che nella città commissariata il tema della precarietà e del disagio abitativo possono occupare al massimo qualche titolo di giornale e qualche dichiarazione da campagna elettorale; non appena i precari, i migranti, gli studenti provano ad organizzarsi e a riprendere con forza quello che gli spetta, cioè "il diritto ad una casa per andare in giro per il mondo", la risposta è quella che abbiamo visto: aggressioni, cariche indiscriminate, e infine l’arresto.
Nove dei nostri compagni, dopo il blitz della polizia, sono infatti detenuti con l’accusa di resistenza aggravata, con l’unica colpa di aver rilanciato IN MODO ASSOLUTAMENTE PACIFICO E DETERMINATO il tema del disagio abitativo in una città che conta migliaia di appartamenti sfitti lasciati alla speculazione, un saldo blocco di interessi tra costruttori e politica, e migliaia di persone che non trovano una soluzione al problema dell’alloggio.
Se questo è il segnale lasciato dal "vuoto della politica" in una città commissariata, è un segnale preoccupante: dopo lo sfilamento di quasi tutte le forze politiche "istituzionali", il Commissario Morcone e il Prefetto Mosca non si sono fatti attendere, avallando una reazione scomposta e che non ha nulla a che vedere con i fatti. Una reazione istigata anche da una politica ansiosa di trovare nuovi temi per la paranoia securitaria che abbiamo visto crescere negli ultimi anni: sgomberi, inasprimento del controllo sugli spazi urbani e sulle figure "atipiche" della metropoli, proibizionismo, polizia in tutte le piazze e nei luoghi di aggregazione; tutto più o meno equamente distribuito tra le varie forze politiche, divise solo da questioni formali sul modo in cui affrontare i nuovi "nemici urbani" che questo discorso produce.
A chi pensa di affrontare i problemi sociali con i manganelli, rispondiamo che saremo sempre al fianco di chi si batte per liberare la città e gli spazi !
Per sabotare il piano della rendita e della speculazione immobiliare, vogliamo REDDITO DI CITTADINANZA PER TUTT* ! Esigiamo libertà immediata per LUCA, PAOLO e TUTTI GLI ALTRI COMPAGNI ARRESTATI !
ATELIER OCCUPATO ESC - RETE PER L’AUTOFORMAZIONE


Da Trieste siamo vicini alle famiglie sgomberate questa mattina da P.zza Venezia a Roma, siamo con loro perchè la battaglia per una casa dignitosa è loro ma anche nostra. Da Trieste a Roma sono centinaia in tutta Italia le esperienze di occupazioni e di autoassegnazioni di case sfitte che si scontrano quotidianamente con istituzioni sorde e manganelli facili. Lo sgombero di questa mattina, a pochi giorni dalle elezioni, dimostra l’incapacità dei partiti di confrontarsi sui problemi reali.
E’ sempre più palese che le lotte sociali, i bisogni collettivi che non trovano risposte nelle istituzioni pubbliche, sono rivendicazioni scomode per chi si riempie la bocca di buoni propositi e per questo vengono negate le piazze, anche con l’uso della forza.
Ma la lotta per la casa non si cancella - Liberi tutti - Casa per tutti
Autoassegnatari/e della Venezia Giulia


Esprimiamo solidarieta’ ai compagni\e di Roma. L’emergenza abitativa è forte in tutto il paese ed è inaccettabile che si usi la violenza istituzionale per nasconderla. Sulla questione abitativa come su tante altre, le risposte delle amministrazioni dei vari schieramenti non cambiano. Questa è la dimostrazione dell’ appiattimento sul neoliberismo bipartisan che caratterizza la politica italiana. La responsabilta di questa situazione non è sicuramente di chi non arriva alla fine del mese, ma di chi ha tolto l’ equocanone, chi ha separato il reddito dall’inflazione, chi ha approvato piani regolatori a uso e consumo del libero mercato privilegiando la rendita a scapito del diritto alla casa, come i governi degli ultimi decenni.

Chiediamo la liberazione immediata degli arrestati e le dimissioni dei responsabili dei vergognosi fatti di piazza Venezia.

La casa è un diritto!

collettivo sottotetto - lab.aq16 Reggio Emilia


Anche oggi due storie, terribilmente diverse. Opposte.
Chi lotta per casa, reddito e dignità per tutt@ e chi solamente attraverso azioni di polizia affronta problemi sociali urgenti nella loro drammaticità e tenta di ridefinire rapporti di potere, meccanismi di controllo, simmetrie di palazzo. La politica ufficiale si fa polizia.
“Yes we can.”
Il questore di Roma fa politica. Dentro questi scontri di potere i nostri corpi. La nostra dignità. Contro di loro la nostra rabbia. Siamo a fianco dei nostri fratelli e delle nostre sorelle. Sempre a cospirare con chi lotta.
Liberi tutt@. Guai a chi ci tocca.
c.s.TpO


Libertà
L’Agenzia Sociale per la Casa di Marghera e Venezia, si stringe in una piena solidarietà ai fratelli e sorelle di Roma della Tendopoli Precaria, vergognosamente attaccati dalla brutale azione di polizia che ha risposto con manganelli, violenza ed arresti, alla pacifica lotta per il diritto alla casa.
In particolare ci uniamo alla richiesta collettiva che in queste ore viene da tante realtà di movimento, della IMMEDIATA LIBERAZIONE dei compagni arrestati. La lotta per vedere affermato in città e metropoli il diritto ad avere una casa si articola oggi in precise rivendicazioni che mettono in luce quanto siano correlate, a partire da città che assumono sempre più le caratteristiche di vere e proprie fabbriche sociali, dove ogni desiderio, bisogno, aspirazione diventa merce da scambiare, con la nuova dimensione della produzione, legata alla finanziarizzazione, alla regolazione dell’accesso al credito, al trasformazione delle politiche di welfare in dispositivi individuali di concessione di beni privati. E’ in quest’ottica che va letta l’assurda volontà di cancellare con la violenza e il carcere la capacità di mobilitazione collettiva espressa da centinaia di nuclei familiari che a Roma hanno deciso di rendere pubblico quanto sta avvenendo, e di percorrere, rovesciandolo in senso positivo, questa trama di interessi e miserie, di vecchi appettiti di speculatori e palazzinari e nuovi impellenti bisogni di stabilità dei precari, di politiche del controllo sociale esercitate con il guinzaglio dei mutui in banca e le giuste aspirazioni di chi è consapevole che le città, il loro valore prodotto, è frutto di una cooperazione collettiva e comune, e che solo l’insubordinazione e l’autovalorizzazione dei soggetti sociali che le abitano, potranno trasformare la vita sociale. e’ questo mix di innovazione e determinazione, di intelligenza e rabbia, di creatività e concretezza, che spaventa chi aggredisce con i manganelli e mette le manette. Tentano di schiacciare pratiche ed idee, per ricondurle a più miti consigli e a più docili consiglieri, che soli possano avere udienza dal sovrano.
LUCA, PAOLO e TUTTI I COMPAGNI LIBERI SUBITO!
A.S.C. Marghera A.S.C. Venezia


Esprimiano tutta la nostra solidarietà e vicinanza alle famiglie brutalmente aggredite dalla polizia per aver avuto il coraggio di portare allo scoperto il dramma dell’emergenza abitativa. Chiediamo altresì l’immediata liberazione di tutti gli arrestati e annunciamo da subito la nostra disponibilità a partecipare a tutte le iniziative di lotta che verranno decise nelle prossime ore. Non è con le operazioni di polizia e gli sgomberi che si può fermare un movimento in continua crescita che dalle metropoli alle province, dal nord al sud del paese rivendica un diritto inalienabile come quello alla casa. LIBERTA’ SUBITO PER TUTTI I COMPAGNI ARRESTATI!
Le famiglie della Rete Sociale per la Casa di Alessandria e i fratelli e le sorelle del csoa Crocevia


Alla luce delle lotte in corso nelle città di Roma e Napoli, esprimiamo la nostra vicinanza e la solidarietà alle famiglie in lotta per il diritto alla casa. Consapevoli che è solo con la lotta che si possa guadagnare un diritto, per troppo tempo ignorato, esprimiamo sdegno verso l’amministrazione comunale di Roma, per l’azione di polizia messa in atto a danno degli occupanti.
Per il diritto all’abitare non un passo indietro!
Comitato di lotta per la casa - Cosenza


Quando alle rivendicazioni di diritti fondamentali come quelli di casa e reddito si risponde con cariche ed arresti, sdegno, indignazione e rabbia bruciano, ma grande è anche la consapevolezza che il potere in questo modo si illude. S’illude perché ogni volta saremo di più, e dappertutto, da nord a sud, perché dimostrano di avere paura della capacità di cooperazione e di lotta dei movimenti. A tutte le famiglie, alle compagne e ai compagni di Roma caricate e arrestate un grande abbraccio e tutta la nostra solidarietà.
Diritti in casa – Rete sociale di lotta per la casa - Parma

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