Fonte: Il Piccolo di Trieste 08.04.08
Appartamenti dell’Ater occupati in via Capofonte: accusa di tentata estorsione al capo del gruppo
Chiuse le indagini a carico di 25 persone. L’ente avrebbe perso 8 milioni se non avesse avviato in tempo i lavori
Tentata estorsione e associazione a delinquere.
Queste due ipotesi di reato vengono contestate ad Alessandro Jurincic, un giovane che si era messo alla testa di un gruppo di più di venti persone che nel 2006 avevano occupato abusivamente un buon numero di alloggi lasciati vuoti dall’Ater in via Capofonte.
Secondo l’inchiesta diretta dal pm Federico Frezza, Alessandro Jurincic aveva occupato o fatto occupare una ventina di alloggi sapendo che l’Ater avrebbe perso otto milioni di euro di finanziamenti europei se i lavori di ristrutturazione di quel complesso non si fossero avviati nei tempi stabiliti, entro l’aprile del 2007.
Facendo leva su questa precisa condizione contrattuale Jurincic avrebbe chiesto per sè e per gli altri occupanti di via Capofonte nuovi alloggi all’Ater e al Comune. Da qui l’ipotesi di tentata estorsione. La consapevolezza dell’indagato viene dimostrata da una registrazione telefonica effettuata dagli inquirenti in cui l’indagato aveva tra l’altro affermato: «Piuttosto che perdere questi otto milioni di euro hanno detto, vi diamo le case».
Alessandro Jurincic era stato ripetutamente ricevuto come portavoce del sedicente comitato «Famiglie autolocatari di via Capofonte» anche dal sindaco Roberto Dipiazza. Aveva trattato con lui e qualcosa almeno a parole aveva ottenuto. Inoltre aveva promosso e diretto, sempre secondo il pm Federico Frezza, una associazione a delinquere «tesa a promuovere l’occupazione di un numero indeterminato di alloggi dell’Ater».
In questa inchiesta, giunta ormai alla fase che precede la richiesta di rinvio a giudizio o di archiviazione, sono coinvolte altre 24 persone a un certo numero delle quali viene contestato anche di aver occupazione abusivamente gli allogi di via Capofonte lasciati vuoti dall’Ater in attesa dell’avvio dei lavori di ristrutturazione finanziati dall’Unione europea. Sono indagati oltre a Jurincic, Fabio Pelagalli, Carlo Visintini, Simone Zucca, Caterina Fischer, Adriana Donini, Alessia Dovigo, Luna Bomboi, Rachid Rbie, Pamela Alfarano, Kathia Dessenibus, Carmen Dudic, Igino babic, Marino Sain, Najeh Maachaoui, Amir Cova, Mile Antic, Snezana Stokic, Roberto Sulis, Luciana Sain, Lidia Palummo, Edina Ahmetovic, Husnija Ahmetovic e Ibrahiom Halilovic.
Tra i nomi degli indagati compare anche quello di Sergio Arcilesi, 48 anni, di recente assurto alla ribalta della cronaca per ripetuti episodi di violenza di cui sono state vittime sua moglie e la sua nuova compagna. Arcilesi è rinchiuso nel carcere del Coroneo su iniziativa del giudice Laura Barresi e sta scontando tre anni e mezzo di carcere per maltrattamenti in famiglia e lesioni.
c.e.