MILANO - È un progetto «gentile, legato all’ambiente, all’acqua e ai bambini (il nostro futuro) che può durare nel tempo». Un simbolo per l’Expo, sottolinea il presidente della Fondazione Policlinico, Carlo Tognoli, «significativo e utile». Il Parco per la memoria delle bambine e dei bambini del mondo? «Idea favolosa », rispondono Ottavio e Rosita Missoni, e «speriamo di vederla realizzata».
L’idea l’ha lanciata sul Corriere lo psicologo Fulvio Scaparro, ha raccolto consensi e spinto decine di milanesi (più o meno illustri) ad avviare una raccolta di firme per dire che si può fare, o meglio, «si deve fare», chiarisce l’Unicef. Un pensiero verde per la città e la sua infanzia. Così Tognoli: «Invito chi condivide l’ipotesi a formare con noi una "cordata" di adesioni». C’è l’idea, ora al lavoro. Si potrebbe chiamare Aulì Ulè, ha suggerito Scaparro, un omaggio alla conta dialettale dei bambini d’un tempo. Un prato di «dimensioni mozzafiato», cinto da alberi sempreverdi e aperto agli under 12 di tutto il mondo.
Ingresso gratuito e vigilanza 24 ore su 24. «Poche e semplici» le regole: cammina, corri e gioca ma lascia fuori dal cancello palloni, bici e pattini; divieto di fumo (per gli adulti) e di iPod e pc (in ogni caso); rispetta questo luogo destinato ai bimbi. Per tutti, all’uscita, una copia della Convenzione Onu sui diritti del fanciullo. A Muggiano, al Parco Lambro, altrove. Dove farlo si vedrà. Maurizio Cadeo, assessore comunale al Decoro urbano, assicura che il Comune «sostiene chi promuove questo progetto ». Se si costituisce «un gruppo di sostegno sarò felice di farne parte», aggiunge Adriano De Maio, delegato dal governatore Formigoni per l’alta Formazione.
E stanno dalla parte di Aulì Ulè anche Ennio Rota, il professor Giampaolo Corda, la psicoterapeuta Anna Oliverio Ferraris, l’urbanista Mariano Pichler, Paolo Artoni (presidente del circolo Legambiente Isola), Carlo Montalbetti. E con loro avvocati, manager, impiegati, nonni, genitori. Cittadini. E sono già un centinaio a sostenere «quest’idea intelligente e moderna». Maura Amadei si chiede: «È una bella idea, ma è realizzabile?». Domanda legittima. Un simbolo orizzontale per l’Expo, al posto di torri (torte) e grattacieli? «Bisognerebbe fare un grande referendum, perché il sindaco Letizia Brichetto Moratti possa prendere atto della volontà dei cittadini e proceda», propone Carmine Granato. Che poi è la volontà stessa dell’Unicef: «Sì a un parco per dimostrare ai bambini e alle bambine di Milano che qualche volta i grandi, mentre pensano in "grande", pensano anche a loro», osserva Fiammetta Casali, presidente del comitato provinciale. Una volta, almeno questa, scrive al Corriere Luisella Boccardi, «ché Milano dei bambini non si ricorda quasi mai!». Il parco Aulì Aulè «merita di essere sviluppato», insiste la sociologa Luisa Ribolzi. E lancia una stilettata: «Gli architetti che temono la cementificazione potrebbero cercare qualche idea, aiutati dai bambini stessi».
Armando Stella
09 aprile 2008