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Martedì 15 aprile 2008 23:04 Parma – Quale protezione per i rifugiati?

Da lunedì venti persone accolte dalla chiesa di Santa Cristina

Da ieri notte dormono in una chiesa, l’unica struttura che ha aperto le porte per accogliere circa venti persone, rifugiati o beneficiari di protezione umanitaria. Per due mesi hanno dormito nel dormitorio di Padre Lino, aperto nei mesi invernali per l’emergenza freddo e che la scorsa notte ha chiuso, mandando fuori gli ultimi ragazzi che vi dormivano.
La rete Dormire fuori, nata a Parma da associazioni e gruppi impegnati sul tema del diritto alla casa, denunciava da giorni la situazione che si stava creando in città.
Giorno dopo giorno, alla spicciolata, gruppi di due o tre persone venivano allontanati dal dormitorio preparandone la chiusura. Venerdì una lettera è stata inviata alle autorità cittadine, Prefetto e Sindaco, e al Ministero, per denunciare la situazione. Sabato in una conferenza stampa sotto al Comune sono stati forniti i numeri, i dati e la situazione di questi migranti: in fuga da Sudan, Eritrea, Etiopia e Costa d’Avorio, sono arrivati in Italia per cercare rifugio e protezione. E pensando di avere diritti. Dormono da mesi in strada, mangiando una volta al giorno, senza lavoro, senza poter andare a scuola o costruire il proprio futuro.
Dopo l’arrivo in Italia, attraverso Sudan, Libia, e il mare, sono sbarcati lungo le coste della Sicilia. Sono stati settimane o mesi in campi di identificazione, dai quali, una volta ottenuto il permesso, sono usciti senza una meta o un progetto che li sostenesse per iniziare una nuova vita in Italia.
Sono arrivati a Parma per caso e qui hanno iniziato a dormire nei parchi, sotto i ponti o ai portici della Pilotta. Per un breve periodo al dormitorio, ma l’emergenza freddo è finita e si sono trovati di nuovo in strada, con storie diverse e lingue differenti ad affrontare quello che non immaginavano di dover vivere nel paese che ha dato loro protezione.
Ora dormono nella chiesa, con il sostegno di alcune associazioni e gruppi che hanno portato coperte e che ogni sera portano qualcosa da mangiare. Ma questa, dicono, non è la soluzione. “Vogliamo una casa, vogliamo andare a lavorare per poter vivere. Perché nel nostro paese non potevamo più vivere, ma questa situazione non è tanto diversa.”

Due di loro ci hanno raccontato le loro storie.

Ascolta Benjy, audio in lingua inglese.
Ascolta Samuel, audio in lingua italiana.

Martedì 15 aprile 2008 18:16 Al via lo stralcio bolognese del processo contro Forza nuova Rimini

Al via lo stralcio bolognese del processo contro Forza Nuova Rimini per il tentato assalto e aggressione al Laboratorio Paz e ad alcuni dei suoi esponenti. Alla sbarra del Tribunale bolognese 9 forzanuovisti, arrestati la notte del 24 settembre 2007, sette dei quali con rito  (...)

Martedì 15 aprile 2008 17:41 Brasile - 12-17 Aprile: Giornate di Lotta Nazionale per la Riforma Agraria

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Sabato 12 aprile 2008 11:18 "Los zapatistas no estan solos!" - iniziativa a Venezia

Il 10 aprile, Giornata Europea di solidarietà agli zapatisti, sono state molte le iniziative in diverse città in tutta Europa, iniziative inserite all’interno della Campagna europea in solidarietà all’autonomia zapatista e contro la guerra in Chiapas "L@s  (...)

Venerdì 11 aprile 2008 16:19 Delegazione No Dal Molin alla CMC di Ravenna

Due pullman con un centinaio di No Dal Molin, scortati in autostrada dalle forze dell’ordine, sono andati a Ravenna davanti alla sede della CMC (Cooperativa Muratori e Cementisti), una delle due cooperative che ha avuto l’appalto dei lavori per la costruzione della  (...)

Venerdì 11 aprile 2008 16:04 Gaza - Riesplode la tensione

"Rompere l’assedio" così è stato chiamato l’attacco palestinese al valico di Karni con l’uccisione di due civili messo in atto da due, forse tre, organizzazioni armate del 9 aprile. La reazione israeliana è stata immediata. 2 adolescenti sono rimasti uccisi  (...)

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