COMUNICATI

Rimini - La nostra ordinanza contro il degrado e per il pubblico decoro

Rimini - Sabato 19 aprile 2008
Dopo l’assemblea pubblica: Cosa produce di più il sentire comune o il pubblico decoro: l’appartenenza o la punizione? è stata redatta l’altra ordinanza che sarà presentata pubblicamente sabato 19 aprile dalle 22.30 presso p.zza Cavour.
Per rompere un piano simbolico, esteso e diffuso di controllo e proibizione. Con i colori, i suoni, i volti e gi giochi della strada...
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Alla Polis di Rimini

Ordinanza per favorire il pubblico decoro, contro il degrado del sopravvivere attuale, dato dalle nostre vite precarie, dalle ingiustizie, dal controllo e dalla proibizione come mezzo educativo

Atteso che per la tutela della qualità della nostre vite precarie e dell’ambiente oramai inquinato e per garantire la sicurezza e la gratuità dei beni comuni occorre un uso pubblico, sentito e vivo delle piazze, dei monumenti, delle fontane pubbliche, soggette al pubblico passaggio, nonché delle strade, dei marciapiedi, dei giardini e loro arredi;

Ricordiamo ai cittadini e alle cittadine

che per effetto delle ingiustizie prodotte da norme che anziché stimolare il senso civico, la socialità, l’appartenenza ad un territorio, la difesa dell’ambiente, ingabbiano puniscono creano confini producendo comportamenti e azioni che ledono le libertà individuali, l’esercizio del comune, lo sfruttamento del territorio e fermo restando tutto ciò che negli anni ha espresso il peggio di questa città

è legittimo

non essere indifferenti ma anzi ribellarsi alle forme di controllo e di esercizio del biopotere su ogni vita umana

manifestare la propria voglia di vivere, di appartenere ai luoghi pubblici, di viverli al pieno della loro fruibilità e gratuità

esprimersi attraverso la rottura del controllo sui corpi, sul movimento, sulle libere espressioni del se

colorare, dipingere, arredare ogni spazio della città con l’intento di rendere l’arte come qualcosa di accessibile e come mezzo per comunicare quello che normalmente rimane in silenzio

utilizzare e recuperare gli spazi pubblici abbandonati per restituirli alla collettività contro la speculazione edilizia e la privatizzazione

difendere il territorio, i parchi pubblici, le piazze e stimolare amici, vicini e conoscenti per un uso consapevole e critico dei beni di consumo nonché per promuovere la raccolta differenziata

promuovere una cultura di lotta allo spreco per un uso consapevole delle risorse naturali quali l’acqua

vivere in comunità per rompere il perfido individualismo

trascorrere più tempo negli spazi aperti, sdraiarsi nei prati per sentire l’odore dell’erba tagliata o il battito della terra, guardare le fronde degli alberi e vedere gli uccelli volare

aiutare qualcuno in difficoltà, offrirgli una dimora, un luogo in cui riposare, dei servizi in cui potersi lavare

ricordarsi di avere dei sogni, dei desideri, ricordarsi di essere persone non riducibili a meri organismi biologici, ma dotati di un saper essere e un saper fare

proprio perché persone, essere e non subire, vivere e non sopravvivere al dominio

coloro che non accoglieranno questa ordinanza non saranno puniti con l’applicazione di chissà quale sanzione, avranno solo la responsabilità di pensare che il decoro o la lotta al degrado equivale a vivere non in una città ma in una prigione a cielo aperto.

Rimini, 13 aprile 2008 _Per quelli che verranno_

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