Alla Polis di Rimini
Ordinanza per favorire il pubblico decoro, contro il degrado del sopravvivere attuale, dato dalle nostre vite precarie, dalle ingiustizie, dal controllo e dalla proibizione come mezzo educativo
Atteso che per la tutela della qualità della nostre vite precarie e dell’ambiente oramai inquinato e per garantire la sicurezza e la gratuità dei beni comuni occorre un uso pubblico, sentito e vivo delle piazze, dei monumenti, delle fontane pubbliche, soggette al pubblico passaggio, nonché delle strade, dei marciapiedi, dei giardini e loro arredi;
Ricordiamo ai cittadini e alle cittadine
che per effetto delle ingiustizie prodotte da norme che anziché stimolare il senso civico, la socialità, l’appartenenza ad un territorio, la difesa dell’ambiente, ingabbiano puniscono creano confini producendo comportamenti e azioni che ledono le libertà individuali, l’esercizio del comune, lo sfruttamento del territorio e fermo restando tutto ciò che negli anni ha espresso il peggio di questa città
è legittimo
non essere indifferenti ma anzi ribellarsi alle forme di controllo e di esercizio del biopotere su ogni vita umana
manifestare la propria voglia di vivere, di appartenere ai luoghi pubblici, di viverli al pieno della loro fruibilità e gratuità
esprimersi attraverso la rottura del controllo sui corpi, sul movimento, sulle libere espressioni del se
colorare, dipingere, arredare ogni spazio della città con l’intento di rendere l’arte come qualcosa di accessibile e come mezzo per comunicare quello che normalmente rimane in silenzio
utilizzare e recuperare gli spazi pubblici abbandonati per restituirli alla collettività contro la speculazione edilizia e la privatizzazione
difendere il territorio, i parchi pubblici, le piazze e stimolare amici, vicini e conoscenti per un uso consapevole e critico dei beni di consumo nonché per promuovere la raccolta differenziata
promuovere una cultura di lotta allo spreco per un uso consapevole delle risorse naturali quali l’acqua
vivere in comunità per rompere il perfido individualismo
trascorrere più tempo negli spazi aperti, sdraiarsi nei prati per sentire l’odore dell’erba tagliata o il battito della terra, guardare le fronde degli alberi e vedere gli uccelli volare
aiutare qualcuno in difficoltà, offrirgli una dimora, un luogo in cui riposare, dei servizi in cui potersi lavare
ricordarsi di avere dei sogni, dei desideri, ricordarsi di essere persone non riducibili a meri organismi biologici, ma dotati di un saper essere e un saper fare
proprio perché persone, essere e non subire, vivere e non sopravvivere al dominio
coloro che non accoglieranno questa ordinanza non saranno puniti con l’applicazione di chissà quale sanzione, avranno solo la responsabilità di pensare che il decoro o la lotta al degrado equivale a vivere non in una città ma in una prigione a cielo aperto.
Rimini, 13 aprile 2008 _Per quelli che verranno_