Ciò che si temeva è avvenuto: industriali e cooperative "rosse" a braccetto sulla metro.
L’appalto da 318 milioni di euro, anche se sappiamo che diventeranno molti di più, per costruire la metropolitana di Parma è stato vinto da un’Associazione Temporanea di Impresa costituita dalla Pizzarotti Spa (già impegnata nei lavori della Tav nella tratta Milano-Bologna e Torino-Lione, nel tunnel del Gottardo e in diverse metropolitane italiane e estere) insieme alla reggiana Coopsette e alla CCC (Consorzio Cooperative Costruzioni di Bologna, vincitrice dell’appalto principale per la costruzione della nuova Base Nato di Vicenza).
Nel febbraio 2005 il Comune di Parma per attuare una complessa azione di riqualificazione, che prevede anche la progettazione e la realizzazione della metropolitana leggera di Parma, ha costituito una società per azioni interamente pubblica, la Metro Parma S.p.A. (una delle prime Stu -società trasformazione urbana- operative in Italia).
Nel 2006 il CIPE ha approvato uno specifico finanziamento, nell’ambito del Programma delle infrastrutture strategiche, previsto dalla legge 21 dicembre 2001, n. 443 (la c.d. "Legge Obiettivo"). La metropolitana leggera rientra nel meccanismo dei fondi messi a disposizione dal governo Berlusconi- Lunardi con la legge obiettivo. Vengono cosi finanziate a fondo perduto le opere ritenute strategicamente rilevanti, mentre non vengono sovvenzionati piani di mobilità alternativi, spingendo di fatto le Amministrazioni comunali a impegnarsi in progetti costosi senza prendere in considerazione soluzioni più sostenibili.
Nel marzo 2007 è stata presentata la richiesta di un referendum per chiedere ai cittadini se desiderassero o meno la realizzazione dell’opera. Nel dicembre scorso, l’ex sindaco Ubaldi, in qualità di presidente del Consiglio Comunale, vista la mancanza di un apposito regolamento in merito, si è assunto la responsabilità di negare il referendum, facendo leva su motivazioni che lasciano quantomeno perplessi (la presunta rilevanza nazionale e non cittadina dell’opera ma dal momento che in larga parte la pagheranno i parmigiani...), visti anche gli esempi di Brescia e Firenze, dove la consultazione referendaria c’è stata.
Nel gennaio 2008 è nato un "cartello" che si oppone alla costruzione della metropolitana, costituito da collettivi, associazioni e singoli che hanno deciso di intraprendere un percorso comune di lotta e di controinformazione in città per contrastare con ogni mezzo la costruzione di un’opera che indebiterà i parmigiani per decenni senza apportare un reale e concreto giovamento ne alla viabilità cittadina ne alla qualità della vita dei cittadini.
Il Comitato StopMetro, contemporaneamente alla comunicazione del vincitore della gara d’appalto da parte di metroparma S.p.A., ha presentato il ricorso al Tribunale contro la decisione ddll’ex sindaco Ubaldi di non ammettere la consultazione popolare sull’opera.
Leggi sull’argomento:
La Repubblica online
La Gazzetta di Parma
Polis Quotidiano
L’Informazione di Parma
Prossimi appuntamenti: Presentazione del video stop metro con il prof Ponti
Aggiornamenti: L’Informazione di Parma dell’8 maggio