RASSEGNA STAMPA

Fonte: Il Gazzettino di Venezia 05.05.08

Toni Negri al capezzale della sinistra tra settecento no-global al Rivolta

Casarini: «Il risultato delle elezioni certo non ci rattrista, ormai era scontato»

Global Project Venezia - Lunedì 5 maggio 2008

«Perché non dovrei esseri qui? Questi sono i miei figli». Sintetico e sbrigativo, Toni Negri, nel commentare la sua presenza ieri al centro sociale Rivolta di Marghera, così come nell’esprimere un’opinione sulla situazione politica determinata dalle ultime elezioni, su cui glissa: «Sono tornato tre giorni fa da Parigi e devo ancora rendermi conto di quanto sta accadendo».

L’ex leader di Autonomia Operaia, che attualmente vive tra Venezia e Parigi, era tra il pubblico che ieri ha riempito il centro sociale. L’occasione? Un’assemblea di movimento di un’intera giornata, organizzata dalla rete Global Meeting Network, che ha richiamato una folla di circa settecento persone. A discutere dei cambiamenti sociali e politici in atto, in particolare della crisi della globalizzazione e della scomparsa della sinistra, il leader dei centri sociali del Nordest Luca Casarini, il consigliere comunale Beppe Caccia e vari rappresentanti di diversi comitati collettivi, sindacati di base e centri sociali italiani.

«La fine della sinistra - ha detto Casarini - non è certo una cosa che ci rattrista. Anzi: finalmente si è chiusa un’esperienza che spesso era fuori e contro i movimenti. Quanto è accaduto era scontato, perché ormai la sinistra era divenuta un ferrovecchio e non rappresentava più niente. Il vero fatto epocale, invece - ha sottolineato - è la crisi della globalizzazione. Una crisi profonda e devastante che si riflette in tutti i campi, dalla crisi dei cereali a quella dell’agricoltura a quella climatica. In questa nuova situazione dobbiamo riposizionarci. Ad esempio - ha proseguito Casarini - è necessaria una riflessione sul territorio, rispetto a cui si è delineata un’accentuazione della richiesta di autonomia. Queste elezioni hanno rivelato dati interessanti tra cui, primo fra tutti, il conflitto che esiste tra territorio e stato. E come non leggere in questo senso anche ciò che accade da Vicenza a Napoli, dalla Val di Susa alle miriadi di esperienze che si battono per la difesa dei beni comuni?».

E durante la giornata di discussione si sono, così, susseguiti una serie di interventi di varie realtà e movimenti metropolitani, da quelli del Comitato "No Dal Molin", alla Rete Salute e Ambiente di Napoli, al Comitato "No Mose", al Movimento contro le grandi Navi. «Partendo dall’autonomia dei movimenti - ha detto Casarini - dobbiamo dare una risposta a questa crisi che permetta di costruire qualcosa di nuovo». E infatti è stato già fissato il prossimo incontro per il 4 e 5 ottobre, nel quale si discuterà delle iniziative invernali che riguarderanno, tra l’altro, la precarietà, gli emigranti e il mondo dell’università. Caterina Colucci

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