Siamo studenti e precari, il bersaglio della militarizzazione, delle ordinanze proibizioniste, delle retoriche vuote del degrado e della sicurezza, della legalità asfittica che tanto piacciono a Cofferati.
Ne siamo il bersaglio perché la vera posta in palio, ciò che davvero sostiene queste narrazioni, è il tentativo di disciplinare e controllare le forme di vita e le soggettività metropolitane.
Ma non ci riusciranno mai!
Oggi e sempre Piazza Verdi sarà un luogo di condivisione e di espre ssione, un territorio allergico al fascismo e al controllo.
La stiamo vivendo come tutti i giorni… oltre ogni vostro divieto!
Non c’è spazio in questa città per la sicurezza di Cofferati, per i suoi vigili dotati pure di spray e manganello.
Continuiamo a rifiutare la vostra sicurezza, che altro non è se non normazione dei nostri corpi e precarizzazione delle nostre esistenze.
Lo facciamo perché tutto quello che abbiamo da difendere è la ricchezza del possibile:
la costruzione di un territorio aperto al mondo, che si dà nella cooperazione sociale e nella sperimentazione di forme di vita
il libero accesso alle reti comunicative metropolitane, materiali e immateriali
l’ università dell’ autoformazione
un reddito garantito per tutte e per tutti.
Tra questa cittadinanza possibile e i piani cofferatiani esiste una piena e netta incompatibilità, la stessa incompatibilità che determina il conflitto tra la gioia di questa piazza e qualsiasi ronda fascista.
"sta nella provocazione, nel lavoro della talpa, nella storia del futuro, nel presente senza storia"
Collettivo Universitario AUT_OF