Sono amministratori di centrosinistra e centrodestra, governano città di medie dimensioni, non si sentono tutelati come i colleghi delle aree metropolitane e anche se non vogliono sostituirsi all’associazione dei comuni (Anci), lamentano "un deficit di rappresentanza" e carenze normative che li obbligano "a consultare il codice stradale per mettere un freno alla prostituzione, al degrado urbano e alla microcriminalità".
I sindaci di Parma, Verona, Modena, Como, Cremona, Pavia, Belluno, Novara, La Spezia, Alessandria, Padova, Asti, Lodi, Treviso, Mantova e Piacenza presentano al Governo richieste concrete, ma lo fanno soppesando ogni parola e ripetendo, uno dopo l’altro, che la "sicurezza non è di destra e neppure di sinistra".
Per essere ascoltati mettono da parte i simboli di partito ed evitano argomenti imbarazzanti. I sindaci di centrodestra liquidano le ronde nelle loro città come semplici "forme di protesta". Quelli di sinistra si sentono presi tra due fuochi: da una parte i cittadini che chiedono più sicurezza e che alle ultime elezioni hanno premiato la Lega Nord, dall’altra i partiti di riferimento. Con simili premesse è ovvio che ogni intervento sia preceduto dalla parola "bipartisan".
La usa il sindaco di Parma Pietro Vignali (civico), che insieme al collega di Verona Flavio Tosi (leghista) coordina l’iniziativa, il giorno dopo avere autorizzato ronde di ex militari e nel bel mezzo di un braccio di ferro con la Lega Nord sulla paternità di simili ronde. Usa la stessa parola Flavio Zanonato (Pd) sindaco di una città, Padova, in cui le ronde sono da tempo una realtà. La notte prima i cittadini hanno presidiato il territorio accompagnati da guardie private, ma "l’iniziativa – precisa lui - aveva un valore solo simbolico, di protesta".
Parla di documento apolitico anche Giorgio Pighi, sindaco di Modena, città in cui il Pd ha il 51% e dove "per mettere un freno alla prostituzione abbiamo dovuto ricorrere ai divieti di sosta". "Vogliamo solo più poteri – continua Gian Carlo Corada da Cremona (Pd) – per fare ciò che ci chiedono i cittadini". Per schierare accanto a poliziotti e carabinieri "anche centinaia di vigili urbani che adesso impieghiamo per altri compiti", aggiunge Piercarlo Fabbio di Alessandria (centrodestra). "E’ un’iniziativa pulita, nata prima delle elezioni", conclude Piera Capitelli, sindaco di Pavia (Pd).
Il documento verrà presentato quanto prima al Governo, ai presidenti di Camera e Senato, ai ministri di Giustizia e Interno, oltre, ovviamente, alle commissioni competenti.