Migranti. Un migliaio di persone ha partecipato alla manifestazione che si è snodata tra la Bra e piazza Isolo per protestare contro ogni forma di violenza e razzismo
di Elena Cardinali
La tragica morte di Nicola Tommasoli resti per sempre un monito contro ogni genere di violenza. È il messaggio forte che esce dalla manifestazione dei migrantes, il cui corteo si è snodato pacificamente ieri pomeriggio tra musica e slogan contro ogni forma di razzismo e intolleranza, al grido di «libertà», tra la Bra, Stradone Mffei, via XX Settembre fino a piazza Isolo, dove è stato osservato un minuto di silenzio, seguito da un fragoroso applauso, in omaggio a Nicola, «che ora è in Paradiso e manda messaggi di pace a tutti».
Imponente il servizio di sicurezza che ha vigilato sul corto formato da un migliaio di partecipanti, tra studenti, immigrati, gente di tutte le età che ha voluto condividere l’iniziativa nata per dire no alla violenza culturale, politica e morale, per dirla con le parole di Moustapha Wagne, portavoce del coordinamento migranti, che ha invitato le coscienze «a pensare per il bene e non per il male», ripetendo più volte che la violenza non è mai una soluzione mentre sono necessari «la pacificazione, il rispetto, la dignità, la legalità».
Alla manifestazione era presente anche Luca Casarini, rappresentante dei centri sociali del Nordest:« A Verona vivono trentamila immigrati. E il futuro si dovrà costruire con loro, non ci sono alternative. Chi ha scatenato la paura del diverso, dello straniero “invasore”, ha solo cavalcato l’onda della paura e dell’insicurezza della gente, trovando come capro espiatorio una categoria sociale. La paura e l’nsicurezza della gente derivano dalla precarietà economica ma c’è un parte di politica che ha usato questi timori individuando nello straniero il “nemico”. E dall’altra parte c’è una sinistra prostrata sull’apologia del mercato e sull’ideologia che non c’è più. Per questo è necessario ripartire da soggetti nuovi ed è per questo che, come centri sociali, siamo qui. L’importante è cambiare perchè il mondo cambia. E il futuro è fatto d’immigrati, di realtà nuove con cui dovremo abituarci a condividere le nostre città».
In Bra, tra i manifestanti, anche rappresentanti del Comitato No Dal Molin (la base americana di Vicenza, ndr), i rappresentanti degli studenti e delle associazioni di immigrati. El Assan Bouabid, presidente della Consulta degli immigrati, ha accusato il sindaco Flavio Tosi di non voler colloquiare con i referenti degli immigrati:«Siamo fuori da Palazzo Barbieri quando prima si poteva dialogare con il sindaco e gli assessori. Questa chiusura non ha senso. Noi siamo moltissimi, siamo ormai quasi tutti integrati. Ma questa politica vuol metterci fuori da tutto. Il ministro Maroni vuole mandare a casa i clandestini e il suo collega Bossi vuol lanciarci contro le cannonate. Senza ricordare che tanti clandestini sono morti in mare prima di arrivare in Italia. Ormai viviamo in una città razzista e Tosi vuole che ci siano solo i veronesi. Senza capire che la sicurezza non è un problema d’immigrazione ma un fatto economico, legato alla scarsità di lavoro».
L’avvocato Roberto Malesani, del coordinamento migranti, ha più volte sottolineato nel corso della manifestazione il grave problema della casa «non solo per gli immigrati ma anche per i veronesi», sottolinenado che l’Agec, a fronte di 500 domande di alloggio, ne ha evase solamente 12.
Dalla Bra il corteo è partito dopo aver steso tre striscioni, due inneggianti alla libertà e il terzo con la scritta «Verona libera», mentre dal furgone attrezzato con potenti altoparlanti venivano scanditi musica e discorsi, tra uno slogan e l’altro contro ogni forma di razzismo e di fascismo.
Il corteo ha poi attraversato Stradone Maffei, è giunto a San Fermo, ha imboccato Ponte Navi e si è diretto verso via XX Settembre dove si è ulteriormente «rimpolpato» di partecipanti. Molti negozianti sono usciti in strada per assistere al passaggio del variopinto corteo e qualcuno ha abbassato le saracinesche anche se non c’era nessuna avvisaglia di pericolo. I manifestanti hanno raggiunto pacificamente piazza Isolo, dove sono stati distribuiti panini e bibite. Dal palco qualcuno ha lanciato altre stilettate al Comune e anche alle ambasciate estere, accusati «di non fare nulla per gli immigrati», e persino al vescovo Zenti, «reo», secondo i manifestanti, di aver detto alla Festa dei Popoli che a Verona non esiste discriminazione nei confronti degli stranieri.