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Mercoledì 21 maggio 2008 15:59 Libertà per Ibrahim

Intervista di Barbara Monaco a Ibrahim Abdellatif Fathayer

L’intervista che ho fatto [ audio ] ad Abdellatif Ibrahim Fatayer è semplicemente un tentativo di ricordare che i rinchiusi all’interno dei centri di detenzione temporanea sono soprattutto uomini e, in quanto tali, dovrebbero ancora essere detentori dei diritti umani fondamentali.
Abdellatif, che non ho ancora avuto la fortuna d’incontrare personalmente, poiché non sono ammesse visite a Ponte Galeria, con la sua mitezza e infinita gratitudine verso chiunque gli tenda la mano, dimostra esattamente questo: c’è un intero mondo dimenticato ed oltraggiato, illegalmente detenuto all’interno di ogni cpt.
Ciò che vorrei fosse chiaro è il fatto che chi difende Fatayer non è un “estremista buonista”, ma, semplicemente, qualcuno che vorrebbe sentirsi più sicuro nel proprio Paese. Questa mia affermazione non è un paradosso, non mi sento affatto sicura dello stato in cui versa il sistema giudiziario italiano, quando vedo un cittadino che, dopo aver scontato 20 anni di carcere e 3 di libertà vigilita, si vede ritirare gli unici documenti che attestano la sua esistenza. Qual è la logica che spinge ad incarcerare nuovamente Fatayer, ben conosciuto dalle autorità italiane proprio perché processato in Italia per un crimine commesso su una nave da crociera italiana, ed incarcerarlo come “clandestino”?
Nel 1985, quando avvenne il sequestro dell’Achille Lauro, fu l’Italia stessa a voler processare i sequestratori, negandone la possibilità agli Stati Uniti che li richiedevano, poiché la vittima era cittadino statunitense. Non voglio qui discutere della bontà di tale scelta, ma solo ricordare che, per come andarono le cose, Fatayer ha scontato la pena che lo stesso Stato italiano ha deciso per lui. La condizione di apolide di Fatayer è fatto ben noto allo Stato italiano; fatto noto da sempre. Che i diritti umani fondamentali, all’interno dei CPT italiani, vengano spesso violati, non è un segreto e, in merito, la stessa UE ha richiamato più volte il nostro Paese.
Non solo la pericolosità sociale di Fatayer non sussiste, come ha chiarito espressamente la difesa, ma un ricorso d’urgenza alla Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo, è stato presentato contro il provvedimento di espulsione emesso dall’Italia, che viola almeno due articoli della Convenzione dei Diritti Universali dell’uomo.
È a questo punto che mi chiedo: qual è la legittimità del procedimento che ha deciso dell’incarcerazione a Ponte Galeria di Abdellatif? E che cosa stiamo aspettando? La sua espulsione verso quale Paese? E ancora, come faccio io, come cittadina italiana, a sentirmi sicura in un Paese che non rispetta le sue stesse leggi?
Barbara Monaco.

A fine maggio si deciderà del diritto di Abdellatif Ibrahim Fatayer al rifugio politico, non dimentichiamolo e, nel caso in cui il provvedimento non giungesse a buon fine, avremo il dovere di far sentire la nostra voce al nostro Governo. Abdellatif Ibrahim Fatayer ha bisogno di tutta la nostra solidarietà, anche economica, per qualunque richiesta, proposta o chiarimento:
ibrahim65_1@libero.it

Vedi anche:
Ibrahim Abdellatif Fathayer libero subito!

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