Si è da poco conlusa la visita di avvocati e alcuni esponenti politici all’interno del centro.
Non poteva esserci inaugurazione più tragica per il nuovo Centro di permanenza temporanea di Torino in C.so Brunelleschi.
Costato 12 milioni di euro per la prima metà dei lavori in muratura, più “civile” e più “sicuro” - nelle intenzioni della Prefettura - era entrato in funzione in gran segreto lunedì mattina.
Doveva essere un periodo di rodaggio.
Sessanta persone trattenute, che diventeranno 130 a lavori ultimati.
Sabato mattina alle 8.00, in quella che i detentuti definiscono “Zona rossa”, cella numero ‘2’ è stato trovato morto Hassan Nejl, trattenuto da dieci giorni al Cpt con un decreto di espulsione firmato dal questore di Padova. "Era nel suo letto con la schiuma alla bocca - raccontano - abbiamo urlato tutta la notte per chiamare i soccorsi, ma non è venuto nessuno. L’hanno trattato come un cane".
Su questo Gianluca Vitale, avvocato, al termine della visita nel CPT.
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Abbiamo raggiunto questa mattina Dario del “Cso Gabrio” di Torino dove ieri pomeriggio si è svolta una assemblea pubblica assieme ai cittadini migranti del quartiere.
La cronaca di quanto successo ed alcune riflessioni sul nuovo Cpt.
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www.meltingpot.org/cpt