E’ andata oltre le più rosee previsioni la manifestazione di Rivalta, indetta dal movimento nobioetanolo, contro la costruzione del più grande impianto europeo per la produzione di bioetanolo da mais. Almeno un migliaio le persone in piazza, un risultato straordinario se si considera che nella piccola frazione di Tortona abitano 800 persone. Un’intera comunità che si è riversata per le strade del proprio paese, una comunità in lotta come quelle della Val Susa, di Vicenza e di Chiaiano. Moltissimi i giovani, gli anziani, intere famiglie con i bambini e anche molto buona la partecipazione da Tortona e Alessandria. Proprio il giorno dopo il fallimento del vertice della Fao dove dai sud del mondo è stato lanciato il grido di rabbia contro i biocombustibili, è stato ribadito a gran voce che l’impianto di bioetanolo non verrà costruito, né a Rivalta, né altrove. Una manifestazione idealmente legata alle proteste e alle rivolte che dal Messico, all’ Egitto, passando per il Brasile chiedono di fermare l’aumento del costo dei cereali di cui il bioetanolo è uno dei principali responsabili. Una manifestazione, che ha ribadito forte e chiaro che gli unici titolari a decidere della propria terra e del proprio futuro sono le cittadine e i cittadini della comunità rivaltese e non un consiglio comunale, privo ormai di qualsiasi legittimità. La manifestazione si è conclusa con un messaggio molto chiaro: se a Settembre verranno accese le ruspe, come nei progetti degli imprenditori Gavio e Ghisolfi, le cittadine e i cittadini sono pronti a fermarle.
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"Chi divora il nostro territorio affama la gente ovunque"
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