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Sabato 14 giugno 2008 14:18 Parma - "Cercasi casa popolare...non chiedere a CasAdesso"

Stamattina la rete diritti in casa si è data appuntamento davanti alla sede dell’ACER e delle agenzie CasAdesso e ParmAbitare per denunciare l’immobilismo delle istituzioni di fronte ad un’emergenza sociale sempre più strutturale e grave.
Fotogallery del presidio

Di seguito riportiamo il comunicato stampa:

IL PROBLEMA CASA SOMMERSO DALL’ALLARME SICUREZZA

“5OO nuovi alloggi nei prossimi 2 anni” dichiarava il sindaco sceriffo Vignali in piena campagna elettorale e di nuovo prima del ballottaggio. Eravamo convinti del fatto che, al pari di tanti altri proclami fatti dal precedente sindaco Ubaldi e dall’assessore alla casa Bigliardi, questa seppur minimale promessa sarebbe svanita come neve al sole alla prova dei fatti.
A distanza di circa un anno dal suo insediamento infatti, la giunta Vignali non solo non ha messo in moto alcun provvedimento per arrivare alla edificazione dei 500 alloggi promessi ma deve ancora portare a compimento quei pochi interventi di facciata che la giunta precedente aveva iniziato.
Come se non bastasse con una recente delibera di variazione dal bilancio sono stati dimezzati i già scarsi finanziamenti disponibili per il progetto CasAdesso e sono stati tagliati altri fondi per acquisizione di aree da destinare a edilizia pubblica. Dopo aver usato strumentalmente a fini elettorali la questione casa, Vignali si è accorto che la notorietà a livello nazionale la si raggiunge meglio sfruttando l’ ”allarme sicurezza” che va così di moda e destinando fondi del bilancio alla assunzione di vigili urbani e al posizionamento di telecamere piuttosto che all’edilizia pubblica della quale alla fine usufruiscono solo dei poveracci. Per non parlare dell’enorme spesa che il Comune affronterà per avviare i lavori previsti per la metropolitana di Parma, un progetto fortemente voluto dall’assessore regionale alla viabilità Peri, dall’ex sindaco Ubaldi e riconfermato da Vignali: soldi pubblici che andranno proprio alla più grande impresa edile di Parma, Pizzarotti spa, nonostante l’opera, viste le dimensioni della città, sia palesemente inutile . Così l’intervento pubblico in un settore come quello della casa, che ha subito in modo devastante l’assalto della speculazione privata a danno di migliaia di famiglie costrette a ricorrere all’affitto o al mutuo, rimane inconsistente o inesistente. Vediamo lo sviluppo dei progetti più conosciuti:
-  CASADESSO. Nel 2005 Ubaldi e Bigliardi promettevano che ben 360 alloggi sarebbero stati pronti entro il 2007. A metà 2008 devono in realtà ancora essere consegnati i primi 60 alloggi di Via Budellungo. Suggeriamo di cambiare nome al progetto.
-  PARMABITARE: la società con questo nome nasce nel 2003 e dovrebbe realizzare nel solo Comune di Parma circa 200 alloggi. Al 2008 completati, con contributo della regione, solo 36 alloggi a San Prospero. Gli altri interventi non decollano causa mancanza di stanziamenti da parte del Comune.
-  CASE POPOLARI: costituiscono il record delle giunte Ubaldi. Neanche un nuovo alloggio a canone sociale realizzato in 9 anni di amministrazione. I 28 alloggi di Via Lazio devono ancora essere completati a distanza di 10 anni dall’accordo di programma che ne prevedeva l’edificazione.
L’unica operazione compiuta con tempestività entro i termini prefissati è stata la vendita di parecchie decine di alloggi popolari, operazione parecchio contestata dagli assegnatari. Bigliardi aveva promesso che avrebbe costruito tanti nuovi alloggi quanti erano quelli venduti. Aspettiamo di vedere come Vignali riuscirà a realizzare questo piccolo miracolo.
Bigliardi aveva promesso che avrebbe ristrutturato tutti gli alloggi popolari inutilizzati entro il 2006. Oggi scopriamo che nel 2008 si stanno predisponendo dei piani per ristrutturare almeno 100 appartamenti di edilizia pubblica che sono ancora inutilizzati perché fatiscenti. Questo quadro sconcertante conferma che l’amministrazione di Parma non prende assolutamente in considerazione il fatto che in città si sta costituendo una vera e propria emergenza sociale legata alla impossibilità di accedere o mantenere un alloggio a canone o a prezzo di mercato. L’aumento degli sfratti per morosità conferma questa nostra analisi. In questo contesto l’allarme sicurezza montato ad arte anche a Parma serve solo a distogliere l’attenzione dai veri e profondi problemi sociali che il dominio del mercato impone alla grande maggioranza dei cittadini.

La rete Diritti in Casa, che ha organizzato questa iniziativa di informazione, è un coordinamento cittadino di lotta per la casa che raccoglie al suo interno le istanze di tutte le categorie che sono colpite dall’aumento dei costi e dalle difficoltà di accesso a un bene primario come la casa che dovrebbe essere sottratto alle speculazioni del mercato. Una lotta per il diritto alla casa, contro la speculazione, per bloccare gli sfratti e per denunciare l’immobilismo delle istituzioni che non affrontano questa emergenza sociale sempre più strutturale e grave.

DIRITTI IN CASA, RETE SOCIALE DI LOTTA PER LA CASA, PARMA

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