COMUNICATI

Comunicato stampa: nuova occupazione a Roma

Venerdì 13 giugno 2008

Contro precarietà e speculazioni CASA SICURA con le occupazioni

Oggi 13 giugno occupiamo uno stabile abbandonato da 10 anni in via di Portonaccio (accanto al deposito Atac). Siamo student*, fuori sede e giovani precar* stanchi del ricatto della precarietà, degli affitti alle stelle, delle speculazioni immobiliari.
Insieme alle associazioni, ai centri sociali e ai comitati della zona da anni siamo attivi nel quartiere con iniziative sociali e culturali, che rispondono all’assenza di servizi e spazi pubblici.

A Roma su 100.000 studenti fuori sede esistono solo 1700 posti letto!
A Roma ci sono 50.000 famiglie in emergenza abitativa!
A Roma ci sono 270.000 case vuote o sfitte! (dati eurispes)

Non vogliamo più accettare di rimanere a casa con i genitori fino a 40 anni, non vogliamo più accettare qualsiasi lavoro di merda per pagare 400/500 euro per una stanza, non vogliamo più accettare di dover lasciare Roma e tornare nelle nostre città perché qui non si riesce a vivere.
A Roma dal 1999 al 2007 il prezzo medio di una stanza è cresciuto a ritmi vertiginosi, schizzando da 228 euro a 410 euro, vale a dire il 75,4% in più (fonte eurispes). A Roma è cresciuta un’economia basata sulla rendita e sulla speculazione, che pesa tutta sulle spalle di migliaia di precari che lavorano e studiano, producono e consumano.

Per questo oggi ci riprendiamo quello che ci spetta. Occupiamo in uno dei territori dove le grandi opere calpestano i diritti e la qualità della vita di chi ci abita. La grande stazione Tiburtina, la Tav, lo spostamento della Tangenziale, il campus universitario a Pietralata. Grandi affari per i costruttori, milioni di metri cubi di centri commerciali e servizi privati.

Occupiamo in un quartiere, Casalbertone, dove le case dello studente vengono privatizzate e dove gli affitti diventano insostenibili per gli studenti e per le famiglie. Un quartiere dove la lotta per la casa ha conquistato diritti per tutti, bloccando le speculazioni e conquistando servizi pubblici (come nel caso di via De Dominicis e via Pollio).

Occupiamo in connessione con la manifestazione cittadina dei centri sociali e dei movimenti per il diritto all’abitare, perché vogliamo reagire alla strategia della paura e conquistare diritti per stare più sicuri.
Occupiamo in una città in cui movimenti di lotta per la casa hanno conquistato in questi anni centinaia di case per precari, famiglie e migranti, aprendo una vertenza generale sul diritto all’abitare a Roma.

Dopo la conquista della delibera 110 (ancora inapplicata) in questi giorni è stato conquistato un tavolo in prefettura, tra i movimenti, le amministrazioni locali e i costruttori, per affrontare l’emergenza abitativa come problema sociale e non di ordine pubblico. Questa occupazione vuole essere parte di questo censimento dal basso, che sta segnalando alcuni di quei 270.000 appartamenti e immobili sfitti e abbandonati.

Partiamo da questa occupazione per aprire un punto di osservazione e di inchiesta, uno sportello sulla condizione abitativa dei giovani precari e degli studenti della zona, per censire gli appartamenti sfitti e per conquistare il diritto alla casa.

Partiamo da questa occupazione per aprire una vertenza generale sul destino di tutta l’area della nuova stazione Tiburtina, per conquistare spazi verdi, attrezzature sportive, servizi sociali al posto del cemento.

Vogliamo lottare contro chi governa le città con il terrore, alimentando una guerra tra poveri. Non avremo più sicurezza con più polizia, espulsioni, sfratti e sgomberi. La sicurezza per cui lottiamo è quella del diritto alla casa, al reddito garantito, alla formazione, agli spazi sociali e culturali, agli spazi verdi, alla qualità della vita.

Non c’è sicurezza senza diritti
Un’altra città in movimento

casabertone@inventati.org

Strike/Rete sociale Casalbertone
Collettivi giovanili di Roma
Unders/Blocchi Precari Metropolitani

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