COMUNICATI

Fuori i nostri corpi dal vostro controllo!

Guai a chi ci Tocca! - Volantino

Bologna - Giovedì 19 giugno 2008

“Non vendo la pillola del giorno dopo e quando mi vengono chieste spiegazioni chiarisco il mio punto di vista facendo ricorso all’obiezione di coscienza” – “dott.” Luigi Franchi, Farmacia Sacchetti, via D’Azeglio 50, Resto del Carlino, 08 gennaio 2008.

I tanti farmacisti che in Italia con subdoli e falsi pretesti si rifiutano di vendere la pillola del giorno dopo appellandosi al diritto di esercitare l’obiezione di coscienza, violano un obbligo professionale senza alcuna legittimità a farlo: “I farmacisti non possono rifiutarsi di vendere le specialità medicinali di cui siano provvisti e di spedire ricette firmate da un medico per medicinali esistenti nella farmacia. I farmaci richiesti di specialità medicinali nazionali, di cui non siano provvisti, sono tenuti a procurarli nel più breve tempo possibile, purché il richiedente anticipi l’ammontare delle spese di porto” – art. 328, comma 1, c.p. (Rifiuto d’atti d’ufficio), è contrario all’art. 38 del R.D. del 30 settembre 1938, n. 1702.

Oggi, come il 7 marzo scorso davanti alla farmacia S. Antonio di via Massarenti, torniamo a denunciare pubblicamente una farmacia che non garantisce le legittima dispensazione della pillola del giorno dopo. Denunciamo pubblicamente una pratica che ancora una volta nega alle donne la possibilità di decidere in piena autonomia del proprio corpo e della propria vita. Come succede quotidianamente nei reparti di ginecologia e ostetricia, dove il numero dei medici che rifiutano di praticare l’IVG cresce sempre di più, impedendo di fatto l’esercizio di un diritto conquistato dalle lotte dei movimenti delle donne e riconosciuto dalla legge 194/78.
Denunciamo pubblicamente le frontiere economiche, culturali, politiche, religiose che ci impediscono di decidere come, con chi e quando avere una gravidanza e se (non) averla e di autodeterminare i NOSTRI DESIDERI. Rivendichiamo il nostro diritto di libero accesso alla contraccezione in tutte le sue forme (quante pillole, preservativi, anelli, spirali, diaframmi, ... al mese possiamo permetterci con i nostri contratti iper super mega precari?!?) Disconosciamo a questi farmacisti il diritto di invadere le nostre scelte riguardanti la nostra vita intima, affettiva, sessuale quotidiana e siamo noi ad invaderli, con i nostri corpi radicalmente incompatibili ad ogni forma di normazione e controllo.
Disconosciamo a questi farmacisti e medici lo status di obiettori: obiettori di coscienza sono coloro che si sottraggono dalle logiche guerrafondaie e disertano la scelta militare, coloro che decidono di non farsi complici del sistema di detenzione e deportazione dei migranti. Non lo sono categorie di professionisti che si arrogano il diritto di decidere per noi, facendosi meri controllori di un ordine nel quale non ci riconosciamo. La farmacia non è un luogo neutro, ma un vero e proprio dispositivo di potere con un compito ben preciso: far circolare pratiche di controllo e disciplina del corpo sociale.
Ribadiamo che non tolleriamo e non tollereremo che medici, preti e politici si arroghino il diritto di decidere per noi.
L’unico modo per svelare il malfunzionamento di un dispositivo è “smontarlo”… pezzo per pezzo…

Fuori i nostri corpi dal nostro controllo!
Invitiamo tutt* a boicottare gli esercizi commerciali che praticano questo abuso subdolo ed autoritario.
Scardiniamo dal Basso il meccanismo che vorrebbe attaccare l’Autodeterminazione dei nostri corpie delle nostre esistenze.

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