COMUNICATI

Rimini - La dove c’è il falso.

Comunicato Paz

Rimini - Martedì 24 giugno 2008

Scriviamo queste poche righe per riportare un minimo di senso ad un delirio mistificante e falsificatore che contraddistingue il tono utilizzato sui quotidiani locali dalla Grotta rossa spa e dall’Assessore Buldrini che stranamente, più che da Assessore alle politiche giovanili interviene da portavoce di questo spazio. Si parla di "una responsabilità morale ed oggettiva di chi ha lanciato accuse gratuite, invettive ed attacchi infamanti" contro lo spazio giovani Grotta rossa spa, noi crediamo che queste parole come quelle utilizzate da altri esponenti del Prc riminese, e ci riferiamo a quegli "abusivi illegali", rivolto agli attivisti del Paz ma anche a chi occupa delle case dell’Acer per necessità e che viene dall’Acer celermente sgomberato - nel silenzio totale di chi dovrebbe garantire e difendere il diritto alla casa - non siano semplici illazioni ma l’esercizio puro e semplice di quei modelli culturali e politici che stanno alimentando la spirale della paura e dell’intolleranza verso i diversi che siano rom o clandestini poco importa. Dentro queste categorie di reietti dev’essere inserito, secondo alcuni, anche il Laboratorio Sociale Paz, che oggi senza spazio fisico e più vivo che mai nelle lotte contro l’inceneritore e le barbarie del lavoro stagionale.

La nostra critica alla gestione del "pacchetto grotta rossa" è sempre stata, non a caso, una critica politica e pubblica, perché è dal 25 aprile del 2001 che a Rimini un collettivo politico di persone, giovani e non, libera spazi e chiede luoghi di aggregazione autogestita, richiesta di spazi ai quali la Grotta rossa spa non sopperisce. E’ qui abbiamo sempre indicato attraverso un’analisi politica e pubblica le responsabilità di un’assessore come Vittorio Buldrini e non del comitato di gestione dello spazio Grotta rossa, assessore che si è sempre posto in maniera goffa e zotica, nella gestione sia del bando pubblico che ha portato alla nascita della grotta rossa spa, sia sulla "questione Paz" e le finte trattative dell’amministrazione comunale.

Lo stesso percorso che ha portato alla nascita della Grotta rossa spa e che era sostenuto da fondi regionali rientranti dentro la legge 21 per le politiche giovanili, in altre città come Bologna e Reggio Emilia, ha portato alla creazione di spazi assegnati direttamente ai collettivi che occupavano gli stabili con una continuità dei percorsi, degli obiettivi e delle persone che avevano dato vita a progetti autogestiti, senza ricorrere a un bando pubblico ma riconoscendo i percorsi culturali e sociali già in essere. Ci pare evidente che questo a Rimini non sia avvenuto.

Strano è, poi, che Buldrini sia d’accordo, per lo sgombero del Paz, con il noto esponente della destra Claudio Dau, strano è che lo stesso assessore non abbia mai preso parola durante i vari attacchi ai servizi nati dalle istanze proposte dal Paz, come lo sportello per i cittadini migranti.

Strano è inoltre che la politica dello stesso assessorato sia quasi avocata ad un contrasto diretto con le forme di autorganizzazione, come quelle rappresentate dal Paz e non spenda una parola su altri importanti temi di sua competenza, come la repressione dovuta all’ordinanza comunale contro il degrado, e che vede criminalizzati e multati tanti giovani che frequentano le piazze pubbliche i luoghi gratuiti e non i contenitori del divertimentificio. O sulla necessità di potenziare e attivare nuovi importanti luoghi di aggregazione giovanile, e valorizzare quelli oramai storici luoghi attraversati settimanalmente da centinaia di ragazzi nonché spazi di produzione di nuove forme comunicative e di linguaggi artistici.

Strano è che il Paz, viene accusato di istigare o meglio di praticare attacchi fisici, che non solo non hanno mai rappresentato la sua storia, né la sua modalità politica ma che anzi il Paz ha subito con un attacco senza precedenti, anche a livello nazionale, operato da Forza nuova per cui 13 persone sono state condannate.

Attaccare chi si muove al di fuori dell’ambito delle istituzioni politiche e partitiche, chi cerca di stare nei comitati cittadini, chi cerca di connettere le esperienze del volontariato ambientalista, chi contrasta "quella visione del sono tutti abusivi illegali, arrestiamoli, imprigioniamoli ecc…" è il segno della crisi politica della rappresentanza sia in termini partitici che della delega di fronte a un nuovo protagonismo sociale che non ha nemici da abbattere ma percorsi di lotta nelle strade fra la popolazione.

Intanto il Paz è stato sgomberato non da Forza nuova ma dall’amministrazione comunale, questa si, di centro sinistra.

Laboratorio Sociale Paz

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