Mercoledì 25 giugno all’alba più di 200 migranti che occupavano l’ex stabilimento FS di piazzale Lodi vengono sgomberati, una vera e propria operazione di "pulizia" che viene invece mascherata da operazione "umanitaria". Dopo il censimento le famiglie e le comunità (eritrea, etiope e sudenese) vengono divise e smistate nei vari centri di accoglienza della città: sicuramente non può essere una soluzione di vita stabile e duratura. Inoltre un’ottantina di loro sono invitati ad "arrangiarsi" per qualche notte in attesa di una risposta da parte del Comune. Ieri, giovedì 26, l’incontro con i rappresentanti del Comune all’ufficio stranieri.
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Rassegna Stampa:
da repubblica.it: "Il comune dà un tetto ai rifugiati, ma settanta restano per strada"
Giovedì 25 Giugno 2008:
Oggi, giovedì 26, con 4 ore di ritardo rispetto all’orario concordato, senza così riconoscere lo stato d’emergenza della situazione, si è svolto l’incontro con i rappresentanti del Comune presso l’ufficio stranieri di via Barabino 8.Dopo l’estenuante attesa sotto il sole all’arrivo dei funzionari comunali i migranti hanno chiesto di essere ricevuti tutti insieme rispettando il loro sentirsi comunità, per ricercare una soluzione comune ad un problema di malagestione della giunta Milanese. Già dai primi colloqui si intuisce chiaramente la non volontà di risolvere definitivamente il problema, travando delle sistemazioni stabili ma rimandandola solo nel tempo. Infatti a pochi casi singoli è stata improvvisata una "soluzione" in strutture temporanee, per una durata massima di 10 mesi mentre la maggior parte di loro oggi resta senza alloggio, non rispettando così le promesse fatte il giorno precedente. Inoltre nella notte la vicenda non si è conclusa: diversi migranti, una volta raggiunto il centro d’accoglienza ( via Gorlini e via Giorgi ) assegnatogli pochi minuti prima dal comune, sono stati inspiegabilmente respinti; tra quelli che sono stati costretti ad arrangiarsi per la notte invece, alcuni sono stati sorpresi e malmenati dalle forze dell’ordine mentre dormivano in un parco.
Aggiornamenti audio:
audio #01 Luca Cs Cantiere Panoramica sulla giornata di mercoledì e sulla lunga attesa dell’apertura degli uffici del Comune nella mattinata di giovedì
audio #02 Cora Di Giorgio Melting Pot Lombardia Giovedì, ore 14:30, i primi migranti fanno i colloqui all’ufficio stranieri
audio #03 Cora Di Giorgio Melting Pot Lombardia Giovedì, ore 17.30, i colloqui sono finiti le risposte che hanno ricevuto
Mercoledì 27 Giugno 2008: Sono le 5.30 di mattina, quando PS, carabinieri e polizia locale accompagnati da protezione civile entrano nell’ex stabilimento FS: in poco più di mezz’ora tutti i rifugiati sono già fuori per procedere al lungo e solito smistamento di persone, famiglie e vite nell’ennesimo centro di accoglienza che fra pochi mesi li rilascerà in balia del loro destino. I rifugiati presenti dentro lo stabile sono più di 300 ma quelli che avranno la "fortuna" di avere una sistemazione sono solo 160 (quelli censiti poche settimane prima) agli altri viene comunicato che per loro non ci sarà soluzione. Molti scoraggiati decidono di lasciare il posto, la città e addirittura il paese ma in 74 si fanno censire nuovamente e si fanno assicurare che per il giorno successivo a loro verrà trovata una sistemazione. L’appuntamento è Giovedì 26 all’ufficio stranieri di via Barabino 8, specializzato in rifugiati politici, alle ore 10.00 del mattino.
Intanto per la notte si devono arragiare nel trovare una soluzione improvvisata, qualcuno più fortunato viene ospitato nel circolo Arci di via Bellezza per gli altri non c’è altro se non un parco e una panchina.
Comunicato:
Continua la marcia securitaria iniziata dal governo Prodi e in perfetta linearità proseguita da quello Berlusconi, continua in tutto il paese, e nelle metropoli soprattutto, una folle e cieca lotta per la legalità che trova appoggi negli stereotipi, nei luoghi comuni, nel razzismo e nell’intolleranza per negare diritti umani e di cittadinanza ai migranti. Questi sono i risultati voluti e ricercati dal pacchetto sicurezza che, primo fra tutte le direttive del governo, dà potere e carta bianca ai sindaci sceriffi delle città italiane.
La nuova strategia è quella di identificare, censire e controllare una sempre più crescente fetta della popolazione migrante, per poi pianificare sgomberi, arresti e negazione del diritto alla vita e alla dignità, di persone gettate nella precarietà e nell’incertezza da una strumentale malagestione, fatta di leggi speciali e CPT.
Dopo i blitz para-militari organizzati da Alemanno nei campi nomadi a Roma, anche la Moratti a Milano sguinzaglia il vice-sindaco De Corato, che in pochi giorni ordina alle forze dell’ordine di irrompere in un ex stabilimento ferroviario in zona P.ta Romana occupato da più di 200 rifugiati (sudanesi, etiopi e eritrei ), per censirli (per l’ennessima volta) e organizzare lo sgombero che stamattina è avvenuto. Uno sgombero che, viste le condizioni inumane della ex-stazione, è stato presentato ai media come "operazione umanitaria". In realtà una vera e propria operazione di polizia e pulizia, uno sgombero "soft" orientato a rendere visibile come l’Expò 2015 sia già qui ed oggi.
Questa volta, come in tanti altri casi, la repressione di fronte agli occhi delle telecamere e giornalisti sfoggia le più convincenti armi dell’apparenza: niente forzature, assistenti sociali che accompagnano l’operazione, sit-in dell’assessore ai servizi sociali Mariolina Maioli e poca chiarezza su cosa ne sarà del futuro e delle vite di queste persone, soprattutto per coloro che neanche dopo stamattina saranno accettati nei centri di accoglienza ... o meglio una sistemazione provvisoria e a termine nei dormitori destinati ai clochard che è l’unica opzione che il Comune offre.
Tutte queste assurdità, queste follie disumane, queste scelte politiche di certo non faranno parte della disinformazione che per l’ennesima volta racconterà questo sgombero, come un’opera di legalizzazione della metropoli e come un andare in contro ai bisogni dei migranti. Sicuramente nessuno parlerà dell’impossibilità per i migranti, e a questi rifugiati, di comprendere e sopravvivere a una legge sull’immigrazione che fa rabbrividire tutta Europa, oppure del vergognoso vuoto legislativo in cui vengono ingabbiati i”rifugiati politici”, che viste le intenzioni dello stato italiano sono poco “rifugiati” e molto “politici”, in quanto strumento politico per la diffusione di razzismo e xenofobia.
Solo una ennesima tappa oggi di una storia incredibile che parla di Milano e di centinaia di persone che pur con lo status di rifugiati sono da anni privi di ogni diritto e diginità, privi anzitutto delle case che il Comune dovrebbe assegnargli sono da anni costretti a "rifugiarsi" in vecchie stazioni ed aree dismesse, provati di ogni minimo diritto e dignità. Una policy, quella del Comune di Milano che mira allo sfinimento di queste persone nella speranza che si stanchino di chiedere al Comune il rispetto di diritti che al momento restano solo riconosciuti sulla carta delle convenzioni internazionali. Una policy fatta di lunghi e stancanti anni di identificazioni, retate, sgomberi, proposte ridicole ed impresentabili di dormitori quale quello di viale Ortles. Una policy che sopratutto consente al Comune di Milano di negare ogni stanziamento economico dovuto visto lo status di molti di questi migranti.
Il razzismo, l’intolleranza e l’ossessione della sicurezza ancora una volta sono gli strumenti utili a tacere le vere cause di questa insostenibile situazione. E’ per questo che, oltre ogni vana e ridicola promessa del Comune, è fondamentale inchiestare e costruire conflitto, per e insieme ai migranti, costruendo e rivendicando quella che è la vera natura della metropoli: PRECARIA E METICCIA.
Approfondimenti :
da MeltingPot.org | Milano - Sgomberato ex-stabilimento FS occupato da più di 200 rifugiati
20 Aprile 2007 | Milano - Sgomberata ex-caserma di Viale Forlanini, rifugio per molti rifugiati politici
10 Febbraio 2006 da MeltingPot.org | Milano - Profughi sudanesi di nuovo in strada
16 e 17 Novembre 2005 | Milano - Nessun diritto per migranti e rifugiati. L’odissea è continua
da MeltingPot.org | Diritto d’asilo