Sabato 28 giugno si terrà a Bologna il Glbtq Pride nazionale, la giornata dell’orgoglio gay, lesbico, trans, un appuntamento di grande visibilità per tutte le soggettività non conformi, non omologate, autodeterminate. Un appuntamento che assume un significato particolare in questo periodo storico. Da una parte il nuovo governo di destra che si sta caratterizzando come fortemente sessista, razzista e xenofobo e che sta usando la diversità e i corpi per acuire le tensioni e reprimere con logiche securitarie tutto ciò che non è omologabile all’eterossualità della famiglia tradizionale, occidentale, cattolica, bianca e ricca.
Dall’altra la Chiesa, che continua a fomentare l’odio nei confronti delle forme di vita altre, che non piacciono ai gerarchi romani. E tra di loro una Sinistra scoppiata, in crisi, soprattutto dopo la fallimentare esperienza dei due anni di governo Prodi che nulla ha saputo fare per raccogliere le istanze del movimento Glbtq.
Ma ancora nell’ultimo anno abbiamo visto i ripetuti attacchi all’autordeterminazione delle donne: prima vittime da tutelare con una campagna xeonofoba contro i migranti stupratori, poi una campagna elettorale vergognosa contro l’aborto e il diritto di scelta sulle proprie vite.
Difronte a tutto questo forte si è alzata la voce dei movimenti autorganizzati, che hanno saputo scendere in piazza molte volte per dire che non si può tornare indietro di trent’anni rispetto alle lotte e alle conquiste che sono state fatte dalle donne, dai gay, dalle lesbiche dai dalle trans.
Questo pride, il 28 giugno nasce anche dall’esigenza di continuare a mobilitarsi, raccordare esperienze di lotta che hanno visto centinaia di migliaia di donne il 24 novembre scendere in piazza contro la violenza sulle donne e contro il razzismo, che hanno portato a rifiutare la presenza del Papa alla Sapienza di Roma, ai blocchi del traffico e i cortei non autorizzati del 14 febbraio, al sanzionamento delle farmacie che non vendono la pillola del giorno dopo, alla catena di contestazioni contro la presenza di Giuliano Ferrara nelle piazze delle città, fino allo smontaggio dello stand del Movimento per la vita a Padova e l’attraversamento dei Pride di Roma e Milano. Un Pride che cade proprio nell’anniversario della rivolta di Stonewaal che a New.York nel 1969 ha visto la nascita il movimento GLBTQ.
Abbiamo fatto un viaggio sentendo le voci di chi si appresta a dare vita allo spezzone di movimento che il 28 giugno si è dato appuntamento sotto le Due Torri di Bologna dalle ore 14.OO.
Ascolta lo speciale a cura della redazione di Radio Kaios
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