È stato un Pride ricco e colorato quello che ha attraversato la città di Bologna sabato 28 giugno. Un corteo che racchiudeva molte anime: quelle istituzionali della piattaforma che ha lanciato l’appuntamento, ma anche quelle autorganizzate del movimento cittadino. Alla partenza sotto le Due Torri migliaia di persone a piedi si sono mosse dietro allo striscione di apertura che chiedeva “dignità, parità, laicità”. All’interno del lungo serpentone che ha dato il via al Glbtq Pride si è caratterizzato lo spezzone del QueeRingBo, cui fanno riferimento i centri sociali bolognesi e altre realtà di movimento, con striscioni e slogan, ma anche con biciclette, tandem, carrelli, trampoli. Gli attivist@ hanno distribuito durante il tragitto il Pacchetto Sicurezza, contenente un preservativo, una Galaxy Card, una simil Ru486 ed un kit "sniffa pulito". Perché come hanno sottolineato «l’autodeterminazione passa anche per la tutela del proprio corpo».
Il corteo è poi confluito verso i Giardini Margherita, il Bologna Glbtq è diventato una parata con i circa 30 camion che l’hanno a animata, fino a Piazza VIII Agosto Presenti in coda il camion della rete QueeringBo insieme a quelli dei Guai a chi ci tocca! e del Laboratorio Crash.Durante la parata da segnalare al passaggio davanti Porta Saragozza, i collettivi Facciamo breccia, insieme ad altre realtà di movimento hanno circondato il vecchio Cassero con nastri e drappi rosa ed esposto uno striscione in cui c’era scritto “28 giugno 1982, indietro non si torna”. Riappropriandosi in modo simbolico di un luogo storico per le rivendicazioni del movimento Glbt.
Verso le 19 la parata si è avviata verso piazza VIII Agosto, dove si è svolto il comizio conclusivo. Lo spezzone dei movimento ha scelto di non entrare nella piazza e di sostare con i camion in Via dei Mille, continuando a fare musica fino alle 21.00.
Durante il comizio conclusivo, alcuni collettivi tra cui Facciamo Breccia sono saliti sul palco per esporre lo striscione usato per l’azione al Cassero, per ricordare che non si fanno passi indietro rispetto alle conquiste di trenta anni di lotta. L’azione ha però portato all’arrestodi una attivista che non è riuscita a salire sul palco bloccata dal servizio d’ordine della manifestazione che ha richiesto l’intervento della Polizia. La donna è stata poi rilasciata verso le 23 con una denuncia per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. Per lei, inoltre, l’obbligo di sottoporsi a test alcolemico.
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