GLOBAL PROJECT ITALIA

Parma - Autodenuncia collettiva degli "schiamazzatori " di piazzale della Pace

Parma - Autodenuncia collettiva degli "schiamazzatori " di piazzale della Pace

Conferenza stampa in Piazzale della Pace alle ore 18

Global Project Parma - Sabato 21 giugno 2008

“…Parma, Piazzale della Pace, sabato 14 giugno, una serata come tante altre, cercando tra due calci al pallone e due chiacchiere di rilassarsi dopo una settimana tra libri e lavoretti precari. La serata, finora trascorsa tranquillamente, in un piazzale semi deserto viene all’improvviso turbata da sgommate e lampeggianti di due volanti dei carabinieri.
Ad un tratto il piazzale viene circondato da altri uomini in assetto da guerra lungo le strade adiacenti fino ad allora invisibili.
La vera nottata di schiamazzi e urla ha ora inizio. Riusciti nel loro intento di disperdere la decina di ragazzi che giocavano con il pallone tra il prato e il bar di Via Garibaldi, le forze dell’ordine hanno potuto chiedere i documenti alle poche persone rimaste.
La loro operazione di ripristino della sicurezza si conclude con il fermo di due ragazzi i quali hanno le rispettive colpe di non avere i documenti in tasca e di aver chiesto la motivazione di tale operazione…”

la testimonianza di un ragazzo presente

All’indomani del loro rilascio gli studenti escono dalla caserma dei carabinieri di via delle Fonderie con cinque denuncie a carico lievitate man mano con il passare del tempo all’interno della caserma.

Visti i fatti accaduti la scorsa settimana(ma ne avvengono di simili tutti i giorni) e guardando alla militarizzazione che, le istituzioni locali (forze dell’ordine e Comune) incentivate dal pacchetto sicurezza proposto dal governo Berlusconi, stanno facendo di luoghi pubblici come le piazze e le strade, abbiamo deciso di autodenunciarci perché crediamo che la socialità sia un’esigenza per le relazioni e la conoscenza, per la cultura e la tolleranza e non qualcosa da temere.
Piazzale della Pace è un luogo concreto di comunicazione tra giovani provenienti da diversi luoghi, soprattutto studenti fuori sede e migranti, che trovano nelle ore serali la possibilità di incontrarsi fuori dai soliti e costosi “divertimentifici”, come la tanto osannata (dal sindaco Vignali in primis) Movida di via Farini.
E’ composta dai tanti che al mattino si alzano per frequentare l’Università, migliaia di studenti, ricercatori, dottorandi che contribuiscono quotidianamente con i loro saperi all’innovazione nel nostro paese , gli stessi che dopo 12 e a volte anche più ore di lavoro e/o studio tornano nei loculi affittati dai residenti del centro città (gli stessi che poi chiamano le forze dell’ordine disturbati dagli “schiamazzi notturni”)in nero e a prezzi da capogiro. E’ nelle mini-stanze che si crea quella voglia di scendere in strada e trovarsi seduti sul prato a vivere quel poco tempo libero rimasto.
Ma è composta anche dai tanti migranti che al mattino si svegliano ancor prima degli universitari per lavorare (spesso in condizioni di estrema pericolosità) nei tanti cantieri della provincia, che vivono in cantine di dieci metri quadri con moglie e figli, costretti a pagare affitti esorbitanti e in nero(un’inchiesta di repubblica.it della scorsa settimana ha fatto emergere come Parma sia l’ottava città d’italia per la presenza di questo fenomeno).
Se per decoro urbano si intende lo svuotamento delle piazze e delle strade e se per la sicurezza s’intende la fine della socialità, ci sentiamo di voler trasgredire a queste ordinanze che limitano pericolosamente la libertà di ognuno, nascondendo attraverso la fobia securitaria i veri problemi di questa città.
I problemi di una nuova composizione sociale costituita da studenti e migranti che producono costantemente ricchezza ma ne sono esclusi perché non residenti o soggetti di passaggio, al cospetto di una popolazione parmigiana che su questi soggetti sociali specula e ne trae copiosi guadagni(soprattutto con gli affitti). E’ la(voluta?) cecità del Comune nel comprendere le trasformazioni che attraversano il tessuto urbano, la cosa che più stupisce.
Sgomberi di spazi sociali, politiche sulla casa inefficienti, militarizzazione dei territori sono questi gli esempi di vero degrado, il degrado della politica, di quello strumento che dovrebbe essere utile a confrontarsi con i problemi e a risolverli.

A seguire il foglio che i ragazzi presenti nel Piazzale della Pace hanno compilato durante la conferenza stampa, autodenunciandosi collettivamente come "schiamazzatori notturni" :

AUTODENUNCIA COLLETTIVA

Mi ritengo colpevole:

-  di aver passato serate in Piazzale della Pace a parlare con amici;

-  di aver tirato almeno una volta un calcio al pallone sul prato;

-  di aver bevuto alcolici in piazza e di aver contribuito così agli schiamazzi che tanto irritano i così poco tolleranti residenti degli appartamenti attorno al piazzale.

Mi ritengo inoltre colpevole:

-  di non amare particolarmente la movida di via Farini;

-  di aver deciso in completa libertà come voler passare il MIO tempo libero.

NON ABBANDONEREMO MAI IL NOSTRO DIRITTO ALLA SOCIALITA’

Gli “schiamazzatori” di Piazzale della Pace

[ Torna su ]
Ricerca per argomento:
Ricerca libera:
Ricerca per redazione:

Sito realizzato da HCE web design - Gestione server e servizi di rete globalproject experimental networks

Tutti i materiali presenti sul sito sono distribuiti sotto licenza Creative Commons

» login «