S’infiamma l’ex Cpt. Ora si chiama Centro di identificazione e di espulsione, ma l’aria che si respira è la stessa di sempre.
L’altra sera (la notizia è trapelata soltanto ieri) c’è stata una minirivolta all’interno della struttura sorta al quartiere San Paolo e che trattiene stranieri irregolari e da espellere.
Un gruppo di algerini, una cinquantina, ha inscenato una protesta e ha tentato la fuga. Motivo? Il timore che una volta espulsi e costretti a tornare nel Paese d’origine siano perseguitati.
Sembra che la rivolta sia scoppiata dopo che per le operazioni di identificazione siano stati interpellati rappresentanti del consolato algerino in Italia a Rom. Il gruppo aveva chiesto il riconoscimento della protezione internazionale (non si parla più di asilo politico),
riconoscimento che avrebbe bloccato l’espulsione. In punta di legge nell’ex Cpt ci erano finiti perché non in regola. Sono arrivati a Bari da Cagliari. Ma una volta trattenuti, hanno saputo di poter chiedere la protezione.
Il diniego è arrivato dopo che si è pronunciata la Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione umanitaria, commissione che adesso è stata istituita anche a Bari (prima ne operava una per tutta la Puglia, nel Centro di identificazione di Borgo Mezzanone a Foggia). Il diniego dato dalla Commissione sembra sia alla base della protesta. Non unica.
Perché sembra che qualche giorno fa per gli stessi motivi la tensione è salita questa volta coinvolgendo un gruppo di nigeriani. In nessuno degli episodi, fanno sapere dalla Questura, si sono registrati feriti. Se l’ex Cpt ribolle, anche nel Cara di Palese (Centro d’accoglienza per richiedenti asilo, ex Cpa) la tensione si taglia a fette. Ieri mattina, proprio in Prefettura, sotto l’egida del responsabile del Cara, l’ex generale dell’aeronautica, Giovanni Mazzone, si è tenuto il primo incontro tra i gestori del Cara («Auxilium »), i rappresentanti della Prefettura e dell’Ufficio imigrazione della Questura (Luigi Paladini) e i delegati di alcune associazioni «di» e «per» immigrati. Un tavolo che Mazzone ha concertato con l’assessore comunale all’Accoglienza, Pasquale Martino, anche lui presente all’incontro. All’appello di Mazzone e Martino hanno risposto l’associazione interetnica «Etnie», l’Arci e il Gruppo lavoro rifugiati (Glr).
In sostanza saranno proprio i rappresentanti di queste associazioni a strutturare un gruppo di orientamento giuridico, sociale e di mediazione interculturale all’interno della struttura affiancando i servizi già predisposti dall’ente gestore e, come da convenzione, dall’Acnur (l’Agenzia rifugiati dell’Onu). Un risultato importante perché l’orientamento è programmato per evitare che i rifugiati in uscita dal Cara, sia quelli col diniego della protezione umanitaria sia quelli col riconoscimento, non sappiano dove andare nè con quali mezzi e risorse continuare il loro percorso migratorio. Insomma, il nodo è la seconda accoglienza affidata allo Sprar (Servizio centrale del sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati). Martino farà richiesta che nelle strutture di Bari (gestite dall’Arci per i nuclei familiari e gli adulti, e dalla cooperativa sociale Csise per i minori non accompagnati) i posti siano aumentati.
Quello che bisogna scongiurare è che si ripresentino le scene degli altri anni: e cioè che gruppi di stranieri girino senza meta nè soldi in città, facile preda della malavita interessata a manodopera criminale a basso costo.
Di rifugiati e in genere di immigrati con particolare riferimento alla situazione degli stagionali in Capitanata, ma anche delle badanti e degli altri lavoratori costretti a attese interminabili nelle questure (Bari in testa) per mettersi in regola coi documenti, si parla nel pomeriggio alle 16 all’Hotel Excelsior (in Via Giulio Petroni) nella prima conferenza regionale sull’immigrazione della Cgil. Ai lavori, introdotti dalla segretaria regionale Cgil Francesca Abbrescia, partecipa il presidente della Regione Nichi Vendola mentre le conclusioni sono affidate alla segretaria nazionale Cgil, Morena Piccinini.
Gianluigi De Vito