Anche la mattina del 4 luglio 2008 è stato ritrovato il cadavere di un migrante che sognava di arrivare in Europa.
Nascosto sotto un tir, dentro una nave come sempre proveniente dalla Grecia e arrivata al porto di Venezia, non ce l’ha fatta.
Non è chiaro cosa sia successo esattamente, tanta è l’oscurita che avvolge quanto avviene intorno a questa frontiera di morte. Si sa soltanto che il giovane ragazzo iracheno si era legato sotto il tir per sfuggire ai controlli e che è stato ritrovato già senza vita, in mezzo al suo sangue dopo aver sbattuto la testa.
Però c’è un "dettaglio" che si conosce con certezza, ed è il fatto che ancora una volta, lo stesso giorno in cui qualcuno ha perso la vita, altri migranti arrivati sulla stessa nave sono stati respinti indietro senza potere far valere quel minimo di diritti sanciti anche per loro. Solo cinque minorenni delle 12 persone nascoste sui tir, e intercettate oggi fortunatamente ancora vive, hanno potuto fare ingresso in Italia e incontrare i servizi del Comune.
Gli altri, con tutta probabilità, ci proveranno ancora, viste le tremende condizioni di trattamento dei migranti in Grecia, dove sono stati respinti dalla polizia italiana. E’ tanto macabro quanto relista chiedersi se non ci ritroveremo, tra qualche giorno, a parlare della morte di qualcuno di loro, di cui non sapremo mai neppure il nome e del quale invece, almeno, si sarebbe potuta e dovuta conoscere subito la storia, il motivo del viaggio, l’età, e valutare la possibilità di un ingresso in Italia, magari per richiesta di asilo politico.
Sul sito di Melting Pot è pubblicata una lettera aperta che moltissime associazioni hanno scritto al Prefetto di Venezia chiedendo un incontro chiarificatore.
La lettera è stata depositata prima che si sapesse di questa ennesima tragedia causata soprattutto, come sempre quando si parla di morte alle frontire, dall’assenza di canali d’ingresso legali sui nostri territori e, in secondo luogo, dalle modalitò di controllo e di gestione della mobilità migrante.
Vedi anche:
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Morte al porto di Venezia - Comunicato delle Associazioni.