Quattro attivisti del centro sociale TPO sono stati condannati a 20 e 30 giorni di arresto con pena sospesa per aver partecipato ad una manifestazione davanti al Centro di Permanenza Temporanea di Via Mattei a Bologna il 12 aprile 2005.
Ritenuti colpevoli di "accensioni pericolose" e "manifestazione non autorizzata", avevano preso parte ad una iniziativa contro il regime di detenzione amministrativa indetta dal TPO dopo aver saputo dello sciopero della fame da parte dei detenuti del CPT per protestare contro la reclusione di migranti di nazionalità romena sgomberati dalle baracche del Lungo Reno.
Grazie alla presenza rumorosa e visibile dei manifestanti, i detenuti avevano potuto comunicare con l’esterno facendo conoscere le motivazioni delle loro proteste e le condizioni di trattenimento.
Il presidio aveva poi lanciato un’altra manifestazione durante la quale i detenuti avevano lanciato oltre le gabbie e il muro di cinta del carcere i pasti confezionati del servizio mensa contenenti messaggi e appelli alla cittadinanza.
A distanza di tre anni si moltiplicano le lotte e le mobilitazioni contro i Centri di Permanenza Temporanea, oggi Centri per l’Identificazione e l’Espulsione, istituzioni della detenzione etnica che continuano a produrre violenze e sfruttamento della condizione di irregolarità imposta dalle leggi ai migranti.
Ascolta il commento di Carlo Bottos, oggi portavoce provinciale dei Verdi, che è stato condannato per aver preso parte all’iniziativa.