RASSEGNA STAMPA

Fonte: Il Manifesto 17.07.08

Assolto il pm che mandò la polizia a investigare su un aborto terapeutico

Giovedì 17 luglio 2008
Per un voto, il Csm ha assolto il pm di Napoli, Vincenzo Russo. Lo scorso febbraio il magistrato aveva disposto accertamenti su un caso di aborto terapeutico al secondo Policlinico di Napoli, dopo una semplice segnalazione di un anonimo che aveva parlato del tutto a sproposito di infanticidio.
Per il plenum del Csm, Russo avrebbe ordinato accertamenti «congrui ed opportuni rispetto alla situazione che gli era stata rappresentata» (tra questi anche l’interrogatorio della donna e il sequestro del feto), e si sarebbe «limitato a dare suggerimenti tradizionali, addirittura ovvi dai quali nessun pregiudizio sarebbe potuto scaturire» nei confronti della donna che si è vista arrivare sette poliziotti in ospedale. Gli agenti si sono fermati in reparto 4 ore e hanno interrogato le altre pazienti sotto gli occhi allibiti dei medici e degli infermieri.
Il grave episodio divenne un caso nazionale e quella donna si ritrovò suo malgrado al centro di una bufera mediatica. Secondo il Csm, però, non c’è stata nessuna irregolarità.
La delibera assolutoria presentata da Antonio Patrono (Magistratura indipendente), ha vinto per un soffio: ha raccolto 11 voti (3 di Mi, 5 di Unicost, la laica di centrosinistra Letizia Patrono e i laici di centrodestra Michele Saponara e Gianfranco Anedda). La mozione di condanna presentata da Livio Pepino e Mario Fresa secondo cui l’operato del pm di Napoli solleva «forti perplessità» ha incassato 10 voti da parte dei togati di Magistratura democratica, di tre laici di sinistra e del Movimento per la giustizia.
Il vicepresidente Nicola Mancino, il procuratore generale della Cassazione Mario Delli Priscoli e Luisa Napolitano di Unicost si sono astenuti.
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