RASSEGNA STAMPA

Fonte: IL Manifesto 17.07.08

Anestesista non cura una donna dopo l’aborto

Giovedì 17 luglio 2008
L’accusa, pesante, è di non aver assistito una donna che manifestava dolore in seguito a una interruzione terapeutica di gravidanza. La Cgil di Milano chiede all’ospedale Niguarda di approfondire una segnalazione giunta ieri con lettera firmata: la famiglia di una donna che aveva abortito denuncia un mancato soccorso da parte di un anestesista che si è rifiutato di somministrarle degli antidolorifici. «Siamo indignati - scrive la Cgil - esprimiamo alla signora tutta la nostra solidarietà e riteniamo che l’ospedale le debba delle scuse. Mettiamo a disposizione la nostra struttura. Se non arriveranno risposte convincenti organizzeremo momenti di protesta».
Fulvia Colombini della Cgil spiega: «Il caso in questione è sintomatico del clima nell’ospedale, in cui le donne che procedono all’interruzione di gravidanza sono trattate male». La denuncia, per cui la Cgil chiede un’inchiesta da parte della struttura ospedaliera, coinvolge anche un altro aspetto: «Si faccia un codice etico» richiede Fulvia Colombini, «è necessario sapere fin dove arriva l’obiezione di coscienza e dove iniziano i diritti del paziente».
Anche perché in un ospedale in cui più dell’80% dei medici ginecologi si dichiara obiettore (caso emblematico del modello lombardo formigoniano) è sempre necessario vigilare per una reale tutela delle donne.
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