Il 20 luglio sul sito B’Tselem (The Israeli Information center for Human rights in the occupied terrotories) è stato pubblicato un video clip che documenta le immagini di un soldato israeliano mentre spara a distanza ravvicinata un proiettile di gomma ad un ragazzo palestinese, bendato e ammanettato.
E’ successo il 7 luglio scorso a Nil’in, un villaggio della West Bank, dove settimanalmente si svolgono manifestazioni contro il muro di separazione che il governo israeliano sta costruendo. Ashraf Abu Rahma, 27 anni, è stato fermato dai soldati, immobilizzato e picchiato. Subito dopo un gruppo di soldati e poliziotti lo ha avvicinato ad una jeep. Qui il soldato ha sparato ad una distanza di circa un metro e mezzo al piede del giovane alla presenza di un’alta carica dell’esercito israeliano che teneva il braccio del prigioniero mentre veniva colpito. Le immagini sono state filmate da una giovane palestinese di 14 anni dalla propria abitazione con una telecamera fornita dalla stessa ONG B’Tselem all’interno del progetto "Shooting back" (un gioco di parole che significa sia Rispondere al fuoco che Rispondere filmando).
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