Che cosa spinge a costruire un monumento alla famiglia (tradizionale)?
Si costruiscono monumenti per celebrare persone, istituzioni e azioni, o per lasciare traccia nella memoria collettiva di eventi che fanno parte del passato, ma di cui non si vuole venga perso il ricordo. C’è anche un altro caso in cui si erigono statue e monumenti e succede quando qualcuno vuole imporre una gerarchia sociale, un potere politico o i simboli di una visione ideologica, compito assolto con perizia da papi, sovrani e dittatori, nel tentativo, spesso vano, di incorporare in quei monumenti la loro autorità e il loro controllo.
In questa prospettiva il family monument ci sembra proprio il monumento ad un assoluto, esclusivo ed universale modello familiare, che celebra la famiglia tradizionale quale unico modello possibile, legittimato persino, in questo caso, da autorevoli rilevazioni statistiche.
Ci chiediamo che senso abbia celebrare con un monumento la famiglia del “mulino bianco” quando la nostra società nasce dall’incontro di pensieri e pratiche differenti, espressione di realtà diverse esistenti. Questo monumento non contribuisce a costruire nuove dimensioni di senso che non escludano, ma rappresentino le nuove realtà familiari esistenti, basate sull’affetto e la reciproca solidarietà.
Ci chiediamo, inoltre, a chi possa servire questo monumento alla famiglia tradizionale, se la sua ambizione è di certificare l’esistente e incorniciare nella materia la lettura ortodossa, convenzionale e parziale della realtà. Come non tenere conto dei cambiamenti sociali e culturali intervenuti nella nostro paese, ove il movimento femminista ha aperto alla rivendicazione della propria diversità, ed alla richiesta, non più eludibile, di riconoscimento sociale e di diritti.
Avremmo preferito che il Comune di Trento non avesse dato, simbolicamente e materialmente, spazio alla rappresentazione di un unico modello esclusivo di aggregazione familiare ed affettiva.
L’iniziativa di oggi, organizzata da quelle/i che da questo monumento sono escluse/i, vuole essere un momento di riflessione, e discussione, sulla complessità ed articolazione delle relazioni affettive e familiari che non possono, e non devono, essere escluse solo perché minoritarie.
Tavolo LGBTQ Trento (Lesbian Gay Bisex Trans Queer)
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