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Mercoledì 23 luglio 2008 15:25 La chiamavano persecuzione. Chi pagherà lo scotto della campagna anti Rom?

Riflessione in merito alla campagna di criminalizzazione di cittadini rom e sinti.


“...vogliamo andare a vedere coi nostri occhi da dove si mette in movimento tutta questa disperazione, l’origine di questa ferita.”
Tratto da "Zingari di merda" di Antonio Moresco.

Continua l’affondo del ministro Maroni in merito ai minori Rom.
Dopo la discussa scelta di schedare con impronte digitali i bambini Rom – che ha prodotto l’apertura di un indagine conoscitiva per violazione dei diritti umani sulle popolazioni rom e sinte da parte dell’Unione Europea – il ministro dell’interno tenta una sferzata “umanitaria” dichiarando: "Un provvedimento mirato a riconoscere la cittadinanza italiana per ragioni umanitarie ai bambini rom nati in Italia e senza genitori". Questo per "garantirgli un nome, un cognome, un’identità non per Jus sanguins ma per motivi umanitari".
In poche parole un debole tentativo di accaparrarsi la benevolenza e l’appoggio della parte legata all’associazionismo in tema di minori.
Ma Maroni al suo risveglio ha avuto un’amara sorpresa: le uniche dichiarazioni a favore di quest’ennesima forma di discriminazione ai danni dei cittadini rom e sinti è stata accolta solamente dalla Croce rossa (nota, come ben sappiamo, per la gestione lucrativa e criminale dei migranti rinchiusi illegalmente all’interno dei Cpt; e salita alle cronache per le violenze fisiche e psicologiche dei migranti detenuti all’interno di questi lager etnici).
Le altre associazioni, da Antigone all’Opera Nomadi, per voce dei loro rispetivi presidenti – condannano a tutto campo quest’ennesima forma discriminatoria ricordando, per altro, che quello dei bambini abbandonati è un falso problema, il vero è un altro: in Italia il 70% dei rom e sinti ha la cittadinanza italiana, un altro 15% è costituito da immigrati con regolare permesso di soggiorno, il restante è composto da rom senza documenti, perché non sono più riconosciuti dalle repubbliche ex-jugoslave di provenienza. Ed è proprio a questi ultimi che va riconosciuto lo status di apolide.
L’Opera Nomadi ricorda, inoltre, che il numero di minori di origine romena e sinta senza genitori in realtà è praticamnete inesistente data la loro diversa concezione di famiglia, intesa come “famiglia allargata”.
Per Massimo Converso dell’ Opera Nomadi «la stragrande maggioranza dei minori vive tranquillamente con i propri genitori, al massimo con gli zii. Sarà una brutta figura quella del ministro Maroni: come per le impronte, non servirà a nulla se non per l’ elettorato leghista».
Infatti i minori rom, pur non avendo magari un genitore con loro qui in Italia, hanno comunque parenti che si prendono cura di loro all’interno dei campi. Sarebbe dunque illegale, ai fini delle nostre leggi sulla tutela dei minori e sul diritto di famiglia, togliere un minore ai propri parenti che, per legge, ne sono comunque a tutti gli effetti “tutori legali” e gli viene per altro riconosciuto lo status genitoriale.
Se tutto ciò non bastasse, basterebbe ricordare che – se il provvediamento del ministro dell’interno Maroni andasse a buon fine – ci sarebbe un esercito di orfani (dato che ai genitori non sarebbe riconosciuto lo status di cittadino europeo e di tutore legale dei propri figli ) da dislocare nelle comunità per minori già in esubero.
Un tentativo fallito, dunque, quello del ministro leghista di avere dalla propria parte l’associazionismo in tema di minori stranieri e non, staremo dunque a vedere le reazioni del ministro dell’interno in merito alle dure critiche volte al suo operato. Ciò che però continua ad essere il terreno fondamentale in merito alla vicenda è la volontà di questo gioverno di normare con schedature e provvediamenti razziali – tutto ciò che potrebbe diventare scomodo al fine del tanto sbandierato concetto di sicurezza.

Sicurezza senza diritti, schedature etniche, costruzione di nuovi lager per migranti.
Tutto questo si intensifica con un problema ancora più annoso: quello che, a farne le spese, sono sempre più bambini innocenti, che nulla dovrebbero avere a che vedere con questo tipo di vicende.
Sono loro gli invisibili, i nuovi dimenticati, coloro che vengono usati da ministri e segretari per dare un immagine di falsa sicurezza e umanità laddove ne l’una ne l’altra esistono.
Abbiamo ancora negli occhi le immagini del campo nomadi di Roma, dove i bambini, tornati da scuola, hanno trovato le loro case rase al suolo, i loro libri sotto cumuli di macerie.
Le loro lacrime, il loro dolore e la disperazione dei loro genitori dovrebbe accompagnare la lettura di quello che sta accadendo.
Perchè l’indifferenza, il voltare lo sguardo dall’altra parte, rimane la cosa più vigliacca, l’atto peggiore che ognuno possa fare.
di Federica Pennelli

-  vedi anche l’intervista a Antonio Moresco

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