Dal 1982 le famiglie che abitano la regione litoranea di Alcantara, municipio localizzato a 22 Km da Sao Louis do Maranhao, sono minacciate.
Il motivo è lo sviluppo della Base Spaziale di Alcantara che ha come attività il lancio di razzi.
La maggioranza degli abitanti della regione discende dalle comunità di schiavi fuggiti e di indigeni.
Tra i principali problemi che le comunità devono affrontare c’è l’esodo rurale, la formazione di favelas, indennizzi irrisori per le famiglie sgomberate, l’esaurimento delle risorse naturali e la distruzione ambientale.
Inoltre, alle comunità è stata proibita la pesca - una delle principali attività economiche per il loro sviluppo – e i casi di prostituzione e gravidanza in adolescenza sono aumentati di molto da quando è sorta la Base.
I dati della COLONE, la Companhia de Colonizaçao do Nordeste, mostrano che tra il 1982 e il 1985, 312 famiglie appartenenti a 30 diversi villaggi, sono state traferite nelle “agrovilas”. Le famiglie sono state costrette ad andarsene per fare in modo che iniziasse la prima fase di ampliamento della Base missilistica.
Le “agrovilas” sono gruppi abitativi costruiti per il mantenimento delle comunità tradizionali secolari che abitavano e lavoravano vicino alla Base. I figli di molte famiglie di Alcantara se ne stanno andando verso Sao Luis perchè non hanno terra da lavorare.
Nelle “agrovilas” le terre sono semiaride e improduttive. Quando lavorano alla base le famiglie non hanno contratti regolari. Inoltre ci sono molti problemi di salute per la mancanza di assistenza medica nella regione - il municipio possiede solamente un ospedale - le condizioni dell’educazione sono precarie e Alcantara detiene uno dei più alti livelli di analfabetismo dello stato.
Nell’aprile del 2000 venne firmato un accordo tra il Governo del Brasile e quello degli Stati Uniti.
Il documento avrebbe permesso un uso commerciale delle strutture della base militare di Alcantara che sarebbero state sfruttate specialmente dal settore privato.
La concessione della base poteva anche significare l’espansione militare degli Stati Uniti nella regione Amazzonica.
L’accordo stabiliva vari obblighi per il Brasile e prevedeva inoltre: quali paesi potevano utilizzare la Base; la limitazione delle aree, in modo che l’accesso ad esse fosse controllato da persone autorizzate dal governo degli Stati Uniti; libero accesso agli alleati del governo nordamericano; l’impossibilità per il governo brasiliano di ispezionare il contenuto dei container sigillati, ricevuti o inviati agli Usa.
Dall’altro lato l’accordo non prevedeva nessun tipo di valutazione dell’impatto ambientale, economico e culturale, ignorando così la protezione dei villaggi originari di Alcantara, così come la qualità di vita delle famiglie autoctone le cui pratiche agricole e attività economiche si basano sull’utilizzo collettivo della terra.
L’accordo non menzionava neppure che ad ogni famiglia venne garantito soltanto un lotto di quindici ettari, lontano dai loro tradizionali luoghi di pesca e su terreni non adatti all’agricoltura di sussistenza. Infatti precedentemente queste famiglie praticavano l’agricoltura tradizionale sfruttando in modo equilibrato le risorse naturali.
Oggi le comunità si possono suddividere in tre categorie. La prima è quella dei minacciati di sgombero, ossia le comunità che devono lasciare le proprie terre. La seconda è quella dei minacciati di destrutturazione, cioè quelle che stanno per accogliere quelle sgomberate. Questo genera destrutturazione della cultura della produzione in equilibrio con le risorse naturali. La terza categoria è quella delle comunità sgomberate; sono le famiglie costrette a lasciare le loro terre e traslocate nelle agrovilas.
Alcantara è considerata uno dei centri architettonici più importanti del paese. Tanto è grande la sua ricchezza culturale che nel 1948 la regione fu considerata patrimonio culturale brasiliano. Quasi l’80 per cento della popolazione vive nella zona rurale e vive di pesca, agricoltura e di estrazione di minerali che sono praticate in forma artigianale e tradizionale.
Incastonata tra la grande area di Protezione Ambientale delle Entroterre del Maranhao e i confini dell’Amazzonia, la regione è ricca di biodiversità e risorse naturali. La base missilistica fu creata dal Decreto federal n°88.136, del 1°Marzo 1983.
L’impresa fu pianificata negli anni 70 dalla Commissione Brasiliana di attività spaziali. Per autorizzare il progetto, nel 1980, il governo del Maranhao emette il decreto n°7820 e dichiara che essendo “di utilità pubblica, un’area di terra necessaria all’installazione di una base spaziale da parte del Ministero dell’Aeronautica, nel municipio di Alcantara verrà disappropriata”.
Si trattava di un’area di 52 mila ettari, che riguardava circa 2000 famiglie. Nel 1991, il presidente Collor aumentò fino a 62 mila ettari l’area destinata alla Base missilistica.
Nel 2000, il congresso nazionale ha preteso che l’accordo di concessione della base agli Stati Uniti passasse per la sua approvazione. A partire da una grande articolazione di entità nazionali, la ratificazione dell’accordo è rimasta ferma nella Camera dei Deputati.
In questo modo, è stato impossibile evitare, fino ad oggi, nuovi sgomberi di comunità quilombolas e rendere visibili i problemi affrontati dai popoli di Alcantara. Così, le organizzazioni locali hanno acquisito forza per rivendicare i propri diritti.
Questa grande mobilitazione portò il governo, dopo l’elezione del Presidente Luis Inacio Lula da Silva, a decidere per la sospensione della votazione alla Camera dei Deputati sull’accordo che avrebbe permesso l’uso della base agli Stati Uniti.
Attraverso il Referendum popolare sull’ALCA nel 2002, più di 10 milioni di brasiliani hanno detto “no” al controllo della base da parte degli USA.
Nel Marzo 2005, il Governo Federale nella persona del Ministro della Casa Civil, Josè Dirceu, che non verranno più sgomberate altre comunità quilombolas per far spazio alla base missilistica.
Ora però gli sgomberi sono ricominciati. Il programma spaziale brasiliano è infatti in fase di rinnovamento in seguito ad un incidente avvenuto il 22 agosto 2003, quando un missile VSL (veicolo per il lancio di satelliti), lungo 20m e costato 6milioni di dollari esplose sulla piattaforma di lancio della Base, uccidendo 21 persone tra ingegneri e tecnici. Già nel ’97 e nel ’99 erano accaduti simili incidenti. Il prossimo lancio è previsto entro il 2009.
Le autorità brasiliane, vista la posizione strategica di Alcantara, sperano di ottenere un ritorno commerciale mettendo a disposizione delle altre nazioni la piattaforma spaziale: attualmente il principale progetto di lancio prevede un accordo con l’Ucraina.