RASSEGNA STAMPA

Fonte: Il Manifesto 06.08.08

Mandiamo i soldati nei cantieri

Mercoledì 6 agosto 2008
L’8 agosto di 52 anni fa 262 minatori persero la vita in Belgio, uccisi durante il lavoro a Marcinelle. Erano scesi a mille metri di profondità nel bacino carbonifero belga di Charleroi in 275, solo 13 si salvarono dalle conseguenze di un incendio sviluppatosi nella miniera.
136, più della metà delle vittime, erano italiani. Oggi gli italiani non muoiono più in miniera ma nei cantieri, in fabbrica e nei campi. Come nel ’56 in Belgio, nel 2008 da noi i lavoratori stranieri che perdono la vita, uccisi nei lavori più pesanti e pericolosi, sono molti e crescono di anno in anno. I padroni nostrani e il governo Berlusconi hanno le idee chiare a proposito: vogliono cambiare una delle poche leggi positive varate nel biennio prodiano, non per aumentare la sicurezza sul lavoro, bensì per peggiorarla e alleviare le pene dei colpevoli della strage quotidiana dei lavoratori.
La sicurezza sul lavoro non è al centro delle preoccupazioni dell’Italia, dei suoi governanti, dei suoi imprenditori e dei suoi media. Bisogna che ne muoiano almeno 5 nello stesso luogo perché le vittime operaie facciano notizia, i 3-4 caduti in ognuno dei 365 giorni dell’anno non meritano una riga. E dire - ce lo ricorda il Censis nell’analisi diffusa ieri - che l’Italia è il paese in Europa in cui il numero delle vittime sul lavoro è più alto, più di Germania, Francia, Gran Bretagna, Spagna. Siamo primi anche in un altro dei sottocapitoli della voce sicurezza, quello che si misura in base ai morti e ai feriti nelle strade e autostrade. In Italia si muore in automobile più che in ogni altro paese europeo.
Eppure, l’unica sicurezza di cui sono pieni i nostri giornali e telegiornali, conformemente alla cultura fetida ed emergenziale che si è impadronita non soltanto, purtroppo, della destra, è quella del cittadino scippato per strada o ucciso nella sua villetta padana. Eppure, dice ancora il Censis, in Italia il numero delle vittime di omicidi è decisamente inferiore a quello degli altri paesi del Vecchio continente. Così come i reati contro la proprietà e le persone fisiche.
Ma il nemico dell’opinione pubblica dev’essere il ladruncolo, il rom, lo straniero. Chi corre in macchina a 150 all’ora e uccide un ciclista o un ragazzino fa notizia solo se non è dei «nostri». L’Italia è il paese in cui c’è il più alto numero di poliziotti e carabinieri in rapporto al numero di delitti e reati comuni? Bene, mandiamo anche i soldati a presidiare le città.
Ha ragione Peacereporter: La Russa farebbe meglio a mandarli nei cantieri quei militari, per una vera missione di pace. Ma questo significherebbe ammettere che gli assassini sono altri, non i ladruncoli. Decidetelo voi chi sono gli assassini.
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