COMUNICATI

Relazione conclusiva sulle comunità del Municipio Autonomo Ribelle 17 de Noviembre visitate dalla Carovana Europea

Giovedì 7 agosto 2008

Nei giorni che vanno dal 3 al 7 agosto 2008, il primo gruppo della brigata di osservazione destinata al Caracol Morelia della carovana “l@s zapatistas no estàn sol@s”, composto da 15 compagni tra cui svizzeri, francesi, statunitensi figli di immigrati messicani, spagnoli, messicani e una delegazione italiana ha visitato le comunità di Nueva Revoluciòn, 8 de Marzo, 10 de Abril e Pancho Villa, tutte appartenenti al municipio autonomo ribelle zapatista 17 de Noviembre, il piu grande tra i 12 municipi che compongono il Caracol Morelia, nonchè quello in cui ha sede il Caracol stesso.
In ognuna delle sopracitate comunità il gruppo è stato accolto con una riunione a cui ha partecipato tutta la popolazione, compresi i bambini, ed in seguito i promotori di educazione e di salute e le autorità comunitarie hanno offerto uno spazio per rispondere a tutte le domande riguardo il funzionamento, la storia e l’attualità delle comunitá autonome zapatiste, ovvero delle “bases de apoyo” dell’EZLN.

Le risposte date dagli zapatisti di ciascuna delle quattro comunità riguardo i temi della sanità ed educazione autonoma, della nascita delle comunitá, del ruolo della donna e dei problemi con i militari, i paramilitari e le comunitá non zapatiste appartenenti al PAN e al PRI, presentando tratti comuni, possono essere raggruppate ed esposte come segue:

La “salud autonoma”
Prima dell’insurrezione armata dell’EZLN del ’94 gli indigeni che oggi sono zapatisti non erano in nessun modo assistiti in materia di sanità. Gli ospedali erano lontani dalle comunità e i medici discriminavano gli indigeni che non avevano soldi per pagare inventando spesso che la malattia era incurabile. Si moriva di malattie facilmente curabili.
Oggi invece gli zapatisti dispongono di cliniche municipali e al livello delle comunità delle “casas de salud”. Nel caso della comunità Pancho Villa, ad esempio, nella “casa de salud” c’era una farmacia, un posto letto e lo studio del promotore, che ad esempio in quel periodo stava facendo con i promotori delle altre comunità dei controlli sul tasso di denutrizione dei bambini e sui casi di malaria, che dal gennaio all’agosto 2008 sono stati pari a zero nella zona media del municipio 17 de Noviembre. Il popolo nomina i “promotores de salud”, incarichi non salariati bensì presi per coscienza e responsabilità, a cui tuttavia la comunità offre da vivere, che hanno il compito di diffondere norme di prevenzione come l’igiene persionale e la dieta e di essere un primo riferimento per coloro che si ammalano. I promotores si dividono in tre livelli a seconda dell’esperienza e i principianti del primo livello apprendono da quelli piú esperti dell’ultimo. Anche perchè, come succedeva ad esempio a Pancho Villa, i promotores cercano di ruotare tra le comunità e di lavorare insieme, così da fare piú esperienze e di condividere le conoscenze.
Di importanza fondamentale per la sanità autonoma è l’uso di piante curative, le cui proprietá e le modalitá di utilizzo sono state rimesse in gioco a partire dalle conoscenze tradizionali dei piú anziani a riguardo. Nella clinica “Nueva Esperancia” vicina al Caracol vengono coltivate e trattate piante in grado, ad esempio, di tranquillizzare, di risolvere problemi gastrointestinali, di trattare il diabete, piante con effetti diuretici, antiallergici o ricche di vitamine. Sono disponibili anche alcuni medicinali farmaceutici, anche se a causa del loro costo il loro utilizzo è abbastanza limitato.
La maggior parte dei problemi comuni vengono risolti giá al livello della comunitá, altrimenti si passa alla clinica municipale. Laddove nemmeno la clinica municipale puó risolvere il problema il malato va in un ospedale accompagnato dal promotore. Nel caso della clinica “Nueva Esperancia” del Caracol Morelia i casi più gravi vanno ad un ospedale indipendente ad Altamirano che appoggia gli zapatisti.
L’aborto volontario non è praticato nelle comunità perchè, come detto dal “promotor de salud” di Pancho Villa, viene avvertito come omicidio.

Il ruolo della “mujer”
Prima dell’insurrezione del ’94 le donne vivevano in una condizione di discriminazione, relegate all’ambito domestico. Nelle comunità zapatiste invece le donne si sono andate organizzando ed hanno ottenuto diritti e partecipazione uguali agli uomini. Nel suo percorso il gruppo ha incontrato donne componenti della “Junta de Buen Gobierno”, donne “promotoras de salud”, donne che lavorano in cooperative producendo indumenti, borse, pane, donne partecipare ad assemblee.
Va però detto che, almeno in alcune comunità, sono ancora le donne che si svegliano ore prima degli uomini per preparare la colazione, anche se è pur vero che poi sono gli uomini ad andare a lavorare nei campi.
Va anche detto che, nonostante in tutte le riunioni a cui il gruppo ha partecipato gli uomini si sono espressi a favore delle pari opportunità, in alcune comunitá il pregiudizio nei confronti della donna non è ancora del tutto estirpato.

Militari, paramilitari e comunità partidiste
Nelle quattro comunità visitate attualmente non vi sono ostigamenti da parte di militari, paramilitari o indigeni di comunitá non zapatiste. Tuttavia nella comunitá Pancho Villa, che dal ’94 ad oggi non ha mai sofferto ostigamenti , gli zapatisti si dicono preoccupati perchè nelle sue vicinanze si sta formando un nuovo gruppo di paramilitari che con tutta probabilità darà problemi in futuro. Per il resto, nel territorio del municipio 17 de Noviembre, va segnalato che nel maggio 2008 indigeni di comunitá non zapatiste pretesero di impossessarsi del territorio dello stesso Caracol o di ricevere la somma di cinquecentomila pesos, rifiutando ogni proposta di patteggiamento fatta dagli zapatisti e attuando atti di ostigamento come il taglio dell’illuminazione elettrica. In seguito alla mobilitazione di migliaia di compagni zapatisti a difesa del Caracol, gli ostigatori sembrano aver abbandonato la pretesa. Gli zapatisti della comunità 8 de Marzo hanno confermato l’uso di intelligence da parte del governo per spiare l’organizzazione autonoma e hanno ribadito che l’esercito ha usato più volte il narcotraffico come pretesto per irrompere nelle comunitá e che anche per questo l’uso di droghe è proibito in territorio zapatista.

Produzione e consumo
Tutti gli uomini che hanno terminato gli studi, che stanno in salute e che non svolgono incarichi di promotori o di autorità si svegliano presto per lavorare collettivamente la terra. Nelle comunitá visitate le colture lavorate sono: fagioli, mais, patate e caffè; in alcune comunitá si produce anche il miele con l’apicoltura. Le comunitá consumano quasi solo ciò che producono. Per quanto riguardo il mais, i fagioli e le patate risulta raro che la comunità possa vendere molto perchè è poco ciò che avanza al consumo, ma per quanto riguarda il caffè ed il miele essi sono i principali prodotti che la comunitá vende per costituire una cassa comune, assieme ai prodotti delle cooperative di donne come il pane, i vestiti, le borse. Con tale cassa la comunitá compra quei beni di consumo che essa non produce come il sapone e la cancelleria per gli studenti. Nelle comunità sono presenti negozi che vendono alimenti basi e diversi beni di consumo. La terra è proprietá collettiva, sebbene ogni famiglia possegga anche una parte di terra che lavora privatamente, la quale peró é sempre oggetto di scelte prese collettivamente.
Alla domanda di quante ore lavorano al giorno i compagni hanno risposto che lavorano fin quando non si stancano, ma che in media lavorano la terra quattro o cinque ore al giorno. La domenica comunque è giorno festivo e durante l’anno ricorrono anche ulteriori festivitá nelle singole comunitá.

Popolazione e territorio
Le comunità visitate presentano una media di 100-200 abitanti ciascuna. La comunitá Nueva Revolución, molto popolata, è composta da 75 famiglie; la piú piccola invece, 8 de Marzo, è composta da 25 famiglie. Si incontra una forte presenza di giovani e bambini, che da soli compongono circa la metà di ogni “pueblo”. Riguardo il territorio, ciò che ha destato per primo l’attenzione è stata la sua vastità: il viaggio piú lungo compiuto dal gruppo, della durata di due ore con la camionetta, si è svolto per intero all’interno del solo municipio 17 de Noviembre, che è solamente uno dei 12 municipi che compongono solamente uno dei 5 Caracol.
Nella maggior parte dei casi le comunitá si trovano su terre recuperate, vale a dire sottratte ai terratenenti con l’insurrezione armata del ’94.
Tale immenso territorio autonomo, che nel caso del Caracol Morelia corrisponde per lo più al Tzotz Choj, comprende rovine maya e altri siti di interesse turistico come cascate e laghi che sono i maggiori oggetti di conflitto tra comunitá zapatiste e non zapatiste. Nei pressi della comunitá 8 de Marzo, ad esempio, si trovano tre rovine maya e un lago che il governo vuole privatizzare. Ma un membro della JBG ha rassicurato: “il governo autonomo ha un esercito e lo difenderá”.

Concezioni diffuse tra gli zapatisti
Gli abitanti e le autorità delle comunitá visitate hanno più volte espresso le stesse posizioni intellettuali nei confronti della lotta zapatista e anticapitalista. In particolare, volendo riportare alcune delle stesse parole pronunciate dai compagni durante le diverse riunioni, è stato detto che “andiamo crescendo”, che “andiamo rompendo frontiere”, che “possiamo incontrare problemi nel nostro cammino, ma di certo lasciamo dei semi che poi fioriranno e daranno frutti”, che “abbiamo fatto una scelta, abbiamo preso il nostro sentiero”, che “il lavoro è duro, ma dobbiamo completarlo”.
Gli zapatisti hanno inoltre manifestato una concezione internazionalista della lotta de “los de abajo” contro “los de arriba” che ha portato alcuni di loro, nella comunità di Pancho Villa, a fare al gruppo domande su come funzionano le societá dei paesi occidentali.

Delegazione italiana del gruppo presente nel municipio 17 de Noviembre.

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