COMUNICATI

Vacanze al mare o in montagna? Sicuro non a casa

Vacanze al mare o in montagna? Sicuro non a casa

Sgomberi di Case in Emilia Romagna

Bologna - Mercoledì 13 agosto 2008

Finalmente c’è riuscito, il comune ha sradicato il male assoluto incarnato nelle case occupate rimaste dopo le precedenti operazioni di soppressione del diritto ad abitare. Ma questa volta non ha sbandierato il vessillo della legalità ai quattro venti, non ha fatto rullare i tamburi prima di sferrare il colpo. Lo ha fatto in silenzio, zitti zitti, quatti quatti gli scagnozzi del principe (vigili urbani, carabinieri, e digos ), il 05/08 in via Tibaldi e il 12/08 in via Mondo sono arrivati alle porte delle ultime tre case ufficialmente occupate di Bologna (una abitata da una famiglia migrante, e due abitate da precari e studenti). E lì hanno rotto il silenzio. Nella tromba delle scale del 45 di via mondo c’è rumore di scarponi che si trasforma in pugni contro le due porte, e intimazioni ad aprirle. Non c’è nemmeno il tempo materiale di raggiungere la porta che i pugni diventano spallate. Arrivi alla porta, che già sembra lì lì per cadere, chiedendo spiegazioni e un mandato. Non ci sono storie Cofferati non ha bisogno di scartoffie, “per ora apri e poi casomai si parla”. E così alle 6:30 di mattina ci si ritrova senza casa, a girare per una Bologna con pochissima cittadinanza e tanti tutori dell’ordine, che controllano, presidiano, pattugliano una città deserta, per il sindaco una città finalmente quasi perfetta. Una città a bassa intensità, facile da gestire. Una città che ribadisce che qualunque diritto ad abitare deve passare per un mercato degli affitti assurdo foraggiato da migliaia di studenti costretti a spendere anche per sistemazioni degradanti. Da migranti che se in via di regolarizzazione vedono il loro diritto di permanenza in Italia legato alla situazione abitativa non badando a spese, e da clandestini che non possono reclamare nessun diritto a una casa decorosa. Una città dalla quale viene costantemente e minuziosamente tolto il terreno sotto ai piedi a chi cerca di autorganizzare la propria esistenza nonostante i dispositivi di controllo e di dominio. Il comune spera, con quest’ultimo atto di forza, di aver fatto piazza pulita di chi pensa che una gabbia di leggi calate dall’alto non possa normare i bisogni e i desideri di corpi che per vivere devono avere una casa, e di chi non accetta di vedere case del patrimonio pubblico abbandonate per anni aprendo un percorso di discussione e pratica pubblica, mentre le liste di assegnazione sono escludenti.
Non è solo il nostro sindaco e la nostra città ad avere di questi problemi di ego. E’ un intera nazione che si è convinta di aver bisogno di sceriffi con i super poteri.
Oggi a Reggio Emilia si è consumata la solita scena estiva, con la differenza che le 5 famiglie sgomberate e il collettivo Sottotetto sono riusciti per alcune ore ad arginare gli assalti delle truppe della guerra contro l’insicurezza, e sono riusciti a far riaccendere l’attenzione sulla questione abitativa.
Chissà se il comune si illude davvero di aver sradicato il “problema delle occupazioni” o sa che la pratica di riappropriazione del diritto ad abitare è molto più diffusa e strisciante, perché non è fatta da fanatici delle occupazioni e dell’illegalità ma molto semplicemente da semplici persone, uomini e donne che hanno bisogno di un tetto e non avendo più altra alternativa, molto semplicemente hanno aperto delle porte sprangate e con ancora più semplicità continueranno a farlo.

Cs TpO

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