RASSEGNA STAMPA

Fonte: Il Manifesto 26.08.08

Lampedusa, un Cpt in mezzo alle onde

Martedì 26 agosto 2008
Cominciato il trasferimentoo degli immigrati dall’isola sicialiana. Intanto l’amministrazione prepara un suo pacchetto sicurezza contro i clandestini: «Se ne devono andare tutti». E spinge sul governo perché acceleri gli accordi con la Libia per il controllo del mare. «Basta sopportare i ricatti che Gheddafi ci fa da cinquant’anni» La proposta è del vicesindaco leghista dell’isola, che chiede anche vigilantes e filo spinato intorno al centro già esistente

Pietro Calvisi

Il pacchetto sicurezza lampedusano è quasi pronto. Centri di prima accoglienza in mare a bordo di navi, recinzione con il filo spinato del Centro soccorso e prima accoglienza (Cespa) presente sull’isola, istituzione di un servizio di vigilantes che impedisca le eventuali fughe dei migranti dal Centro e diffida Guardia Costiera e Guardia di Finanza affinché vi conducano altri "ospiti" se prima non verrà superata l’emergenza. Questi sarebbero alcuni dei punti del piano di intervento che l’amministrazione comunale del piccolo centro delle Pelagie dovrebbe presentare questa mattina.
Il provvedimento, che era nell’aria già da diverso tempo, ha avuto una accelerazione dopo l’ennesimo picco di arrivi registrato sull’isola negli ultimi giorni. Fino all’alba di ieri quasi duemila migranti si trovavano nel Cespa, mettendo a dura prova l’organizzazione della struttura costruita per accogliere 870 persone in condizioni di normalità e 1200 in stato di emergenza.
Momenti difficili, certo, che però sono stati superati grazie a un particolare coordinamento fra gli operatori civili e militari che vi lavorano.
Secondo Cono Galipò, amministratore delegato di «Lampedusa Accoglienza», la cooperativa che gestisce il Centro, «la situazione è stata pesante, visti i numeri, ma non si è verificata nessuna emergenza sanitaria o di sicurezza». In poco più di dodici ore, con aerei, navi e aliscafi sono stati trasferiti da Lampedusa negli altri Centri della penisola circa 800 migranti, riportando le presenze locali intorno a 1100. Alcuni giorni fa, in una visita all’interno del Cespa che in quel momento ospitava oltre 1500 persone, abbiamo avuto modo di verificare di persona che pur in una condizione di disagio le operazioni di accoglienza e identificazione procedevano per ordine e senza particolare caos.
«Emergenza» è comunque la parola d’ordine del Sindaco Dino De Rubeis e della sua vice, la senatrice della Lega, Angela Maraventano: «Tutti gli immigrati clandestini se ne devono andare via da Lampedusa, perché noi non possiamo più affrontare questo fenomeno», dice Maraventano. «È arrivato il tempo dei Cpt (Centri di permanenza temporanea) in mare - aggiunge la senatrice - perché non è possibile che il nostro Paese debba essere ricattato da uno che ha un capriccio da cinquant’anni». Il riferimento è chiaramente al capo di Stato libico, il colonnello Muammar Gheddafi della cui parola, alcuni giorni fa, la Maraventano aveva detto di «non fidarsi».
Intanto fra arrivi di turisti e di migranti, che sull’isola non si incontrano mai, la discussione politica si sposta anche a Roma. La vice sindaco ci dice di aver parlato con il ministro degli esteri Franco Frattini che gli ha assicurato il suo impegno affinché si raggiungano degli accordi fra l’Italia e la Libia , sulla partenza dei barconi dei migranti. Maggior cooperazione quindi nel contrasto del fenomeno da parte degli organi di polizia dei due Paesi, che dovrebbe iniziare a dare i primi risultati già dai prossimi mesi.
Intanto per la giornata di oggi non si escludono nuovi arrivi visto che le condizioni del mare dovrebbero permettere le partenze dalle coste libiche. In questo turbine di polemiche e di richieste di aiuto, spesso si dimenticano le storie dei tanti disperati che si avventurano in pericolose imbarcazioni, dell’operato dei finanzieri e dei militari della guardia costiera che li raccolgono in mare e dei tanti volontari che li soccorrono una volta giunti sull’isola.
Secondo i dati raccolti dalle organizzazioni umanitarie, in questi ultimi anni, si è avuta una inversione delle caratteristiche del fenomeno migratorio, non più spinto da motivazioni economiche bensì da quelle umanitarie. Non solo migranti nord africani ma anche e soprattutto sub-sahariani.
L’opinione dei lampedusani sul fenomeno è difficile da racchiudere in due parole. C’è chi vede in loro un pericolo per la pubblicità in negativo che ne può avere l’economia turistica e c’è chi riconosce anche il fatto che a lavorare all’interno del Centro sono soprattutto i locali.

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