RASSEGNA STAMPA

Fonte: Il Manifesto 30.08.08

Forte aumento degli omicidi bianchi nel Veneto

Padova - Sabato 30 agosto 2008

Orsola Casagrande
Venezia

L’ennesimo incidente giovedì a Vicenza conferma tragicamente il Veneto come una delle regioni dove si muore di più di lavoro. Francesco Bortolon, 49 anni, dipendente del pastificio Bertagni di Arcugnano, stava lavorando su una macchina impastatrice.
Ancora non chiara, e comunque terribile, la dinamica dell’incidente in una azienda storica del vicentino. Sembra infatti che l’uomo stesse controllando una macchina impastatrice quando è scivolato, cadendo all’interno della stessa e finendo stritolato dagli ingranaggi. La magistratura di Vicenza ha aperto un’inchiesta su quanto accaduto. All’incidente pare non abbia assistito nessuno, anche se i colleghi di Bortolon hanno potuto prestare immediatamente soccorso all’uomo attirati dal forte tonfo provocato dalla caduta all’interno del macchinario. Purtroppo però per l’operaio non c’era ormai più nulla da fare.
Per la Flai Cgil si tratta della conferma ennesima che «gli infortuni sul lavoro non sono frutto della fatalità». Il Veneto ogni anno registra un numero di infortuni altissimo: oltre centomila.
Il segretario della Cgil del Veneto, Patrizio Tonon, ricorda i dati diffusi a giugno dall’Inail. «Nei primi sei mesi dell’anno - dice Tonon - abbiamo avuto più di 53.000 infortuni e 51 morti bianche. Nelle province di Padova e Treviso - aggiunge - i morti sono più dell’anno scorso».
Ma i dati degli ultimi trenta giorni raccontano una realtà ancora più drammatica. Ci sono stati infatti sette morti sul lavoro e un centinaio di infortuni gravi. «Il che ci dice - commenta Tonon - che lavorare in sicurezza è un obiettivo ancora tutto da conquistare». E la Flai conferma che «il tema della sicurezza rimane al centro della nostra inziativa». A partire dall’adesione del sindacato alla carovana per un lavoro sicuro che prenderà il via venerdì prossimo dalla mostra del cinema di Venezia. In quell’occasione saranno anche proiettati i film di Mimmo Calopresti, «La fabbrica dei tedeschi» e quello di Balla e Repetto, «Thyssenkrupp blues», sulla tragedia avvenuta nello stabilimento torinese nel dicembre dello scorso anno.
Il sindacato chiede ancora una volta al governo di intervenire. «C’è bisogno - dicono alla Flai Cgil - di un segnale forte da parte del governo, che invece di affossare alcune norme del Testo Unico dovrebbe predisporre gli atti necessari alla sua applicazione». Una posizione sostenuta anche da Tonon per il quale «si sta perdendo troppo tempo nel governo e negli enti periferici sulle critiche sul Testo Unico della sicurezza, sull’aumento delle sanzioni e sugli obblighi per le aziende, mentre si è in ritardo sul coordinamento degli enti di vigilanza e sull’allargamento e potenziamento della vigilanza e del controllo». In Veneto si sta ancora aspettando che la regione istituisca tale coordinamento.

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