Orsola Casagrande
Una visita a casa del commissario Paolo Costa prima di approdare alla mostra del cinema. Il tutto a bordo di un vaporetto. Il popolo «No Dal Molin» ieri in trasferta da Vicenza a Venezia per ribadire il no alla nuova base americana che il governo americano, con il placet di quello italiano, vorrebbe costruire all’aeroporto Dal Molin. Un centinaio di vicentini sono arrivati alla stazione dove li aspettavano altrettanti veneziani, quelli del No Mose soprattutto.
Con le barche e con il vaporetto i rappresentanti del presidio permanente sono arrivati all’isola della Giudecca, dove ha casa il commissario straordinario per il Dal Molin, l’ex sindaco di Venezia Paolo Costa. Stavolta i «No Dal Molin» avevano fazzoletti da pirati, uncini e la fascia da corsaro all’occhio per consegnare a Costa un premio molto speciale. «Il premio Attila, - hanno detto con il megafono davanti all’abitazione del commissario - per l’opera costante di devastazione dei nostri territori».
Una manifestazione allegra e divertita della quale Il commissario non ha saputo apprezzare l’ironia. Non si è fatto vedere. In compenso di fronte alle grida «Paolo Costa che lavoro fa?» è scesa in strada la signora Costa. Che si è molto infervorata nel sottolineare che «mio marito è un uomo che lavora molto». E che quando i giovani del presidio le hanno consegnato un sacchetto con trenta denari («certo gli americani avranno pagato di più», hanno ironizzato) è scattata: «Non osate - ha detto arrabbiatissima - non osate». Risalita in casa la signora Costa, i No Dal Molin hanno incollato alla parete accanto alla porta di casa il premio Attila e hanno letto le motivazioni: «Per la devastazione dei territori». Seconda tappa, il Lido.
Ripreso il vaporetto i manifestanti sono arrivati nel cuore della mostra. L’idea era quella di deporre il premio Attila in passerella. Un po’ di spintoni con la polizia che non voleva lasciare una delegazione salire in passerella. Compiuta la missione i No Dal Molin se ne sono tornati a Vicenza. Dove da ieri va in scena la seconda edizione del festival. Che quest’anno vedrà la partecipazione di numerosi personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo, da Wu Ming al Nobel Dario Fo.
Domani verranno realizzate delle strutture per permetterà ai cittadini di sorvegliare l’area del Dal Molin. Sabato 13 il «popolo delle pentole» effettuerà un sopralluogo collettivo per verificare che non siano cominciati i lavori. In città infatti sarebbero arrivati da qualche giorno alcuni dipendenti della Cmc di Ravenna, vincitrice dell’appalto per la realizzazione della nuova base militare Usa.
E proprio a Paolo Costa spetterebbe l’ultima parola sull’avvio dei lavori. Divertite invece le reazioni alla notizia di Repubblica che ieri ha annunciato la morte del progetto Usa. «Purtroppo - dice Olol Jakson del presidio - c’è stata un po’ di confusione anche geografica tra il progetto di villette per i militari nel comune di Quinto Vicentino e il Dal Molin».