RASSEGNA STAMPA

Fonte: il Trentino del 2.10.2008

Rovereto (Tn) - Botte al barista, della Fiamma i due denunciati

Trento - Venerdì 3 ottobre 2008
ROVERETO. Per i carabinieri continua a trattarsi di una denuncia per aggressione, roba di routine. A fare la differenza, nell’episodio di domenica notte, quando un barista del centro è stato picchiato in centro, è che i denunciati sono Luca Benedetti, 28 anni di Ronzo, candidato alle provinciali per la Fiamma, e Thomas Dalla Costa, roveretano, responsabile della sezione giovani del partito. La denuncia, di per sè, non prova nulla: è la versione di chi ritiene di aver subìto un torto. Tuttavia, il barista picchiato ha riconosciuto le due persone che l’avrebbero aggredito, senza nemmeno conoscerne l’identità precisa. I due, dopo essere stati identificati dalla pattuglia dei carabinieri chiamata sul posto, sono stati denunciati a piede libero. Luca Benedetti, operaio di Ronzo che figura tra i candidati della Fiamma Tricolore per le vicine provinciali, in principio cerca di negare: «Non c’entro, non so neanche di cosa sta parlando» abbozza al telefono. Poi ammette: «Ma sono io in realtà l’aggredito. Il barista mi ha colpito per primo, con il guinzaglio del cane. Per fortuna mi ha preso solo di striscio alla spalla. Io mi sono difeso, l’ho spinto e lui è caduto. Se dovrò difendermi davanti ai giudici lo spiegherò anche a loro. Io comunque ho la coscienza tranquilla». Dalla Costa è il responsabile della sezione giovanile della Fiamma a Rovereto, si è laureato a luglio in storia dell’arte moderna all’università di Verona. Alle comunali di tre anni fa fu candidato sindaco per la Fiamma, ma poi non riuscì a entrare nel lotto dei papabili per una contestazione sulle firme della lista. Una formalità che lo tagliò fuori dalla corsa alla poltrona di primo cittadino, non per colpa sua. In ogni caso, Dalla Costa è una personalità riconosciuta del partito, non certo uno di secondo piano. Le reazioni non si sono fatte attendere, e il partito fa quadrato attorno ai suoi iscritti. Per Emilio Giuliana, consigliere comunale a Trento e capolista della Fiamma alle provinciali, e il coordinatore regionale Paolo Motta «fino a sentenza definitiva di condanna, la Fiamma Tricolore non può e non deve assumere iniziative di ordine disciplinare, a meno che non siano accaduti fatti di rilevante gravità e sussistano gravi ed evidenti indizi di reità a carico dell’iscritto alle liste elettorali. Nel caso di specie, pare essersi trattato di legittima autodifesa». Stesso discorso vale, spiega poi il capolista Giuliana, per Dalla Costa, il quale però non figura tra i candidati alle provinciali. La versione del barista, in ogni caso, cozza in maniera netta con quanto affermano i responsabili della Fiamma e il candidato di Ronzo Benedetti: dopo un’occasionale discussione a tarda ora con i due esponenti della Fiamma (per lui sconosciuti) al bar Perbacco di via Roma, il barista sarebbe sceso con il suo cane verso via Tartarotti, diretto verso casa. E a quel punto, in largo Martiri delle Foibe, avrebbe sentito dietro di sè lo scalpiccìo di due persone - appunto, Benedetti e Dalla Costa - che lo avrebbero insultato manifestando la chiara intenzione di picchiarlo. Lui li avrebbe affrontati con in mano il guinzaglio, cercando di difendersi. Mentre Dalla Costa se la vedeva con il cane, libero, Bendetti avrebbe colpito con pugni e calci il barista. Il quale porta ancora i segni delle botte sul volto. Visitato al pronto soccorso, la prognosi è di otto giorni.
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