Siamo stanchi, e partiamo da qua.
Partiamo da Emmanuel, da quello che gli è successo. Non solo per indignarci verso sei persone che hanno compiuto un atto ignobile e razzista, ma per ribellarci a una situazione ormai insostenibile. Per ricordare che rivendichiamo non solo il diritto di avere una città antirazzista ma qualcosa di più. Rivendichiamo il diritto di andare a scuola o di passeggiare per la strada senza essere costantemente controllati, rivendichiamo il diritto di bivaccare nei parchi pubblici, rivendichiamo il diritto alla socialità che ci è sempre più negata. Non vogliamo essere ridotti a timbrare il cartellino a scuola perché crediamo non debba essere un’ azienda ma uno dei luoghi centrali della nostra formazione.
Siamo stanchi e adesso cominciamo a riprenderci i nostri diritti, di giovani, di studenti e di migranti.
Perché siamo questo e siamo sempre più criminalizzati per il solo fatto di esserlo. Descritti ovunque come una minaccia: bulli a scuola, criminali al di fuori.
Come Emmanuel, studente,picchiato dalla polizia municipale.
Nella nostra città di recente è stata approvata la carta di Parma, un altro mezzo per sperimentare politiche di controllo e repressione, che offre campo libero al dilagare di nuove e preoccupanti pratiche xenofobe.
Da oggi ci rifiutiamo di accettare questa situazione perchè abbiamo il compito di costruire una città libera e meticcia che escluda ogni rigurgito razzista, xenofobo e claustrofobico.
Nella carta di Parma si ribadisce che: “Il diritto alla sicurezza ed alla qualità della vita urbana sono una priorità e un bene primario”. Come giovani studenti non possiamo che essere in accordo con il significato reale di questa affermazione, ma ci opponiamo ai concetti di “sicurezza” e “qualità della vita” applicati dalle istituzioni.
Parlare di qualità della vita e sicurezza non può prescindere dalla difesa e dall’estensione della nostra libertà, non può essere sinonimo della precarietà a cui le nostre vite sono costrette a piegarsi, non può produrre la povertà.
Non possiamo accettare la presunzione moralizzatrice del sindaco Vignali di modificare lo stile di vita dei giovani, dettandoci ciò che possiamo e non possiamo fare.
A noi il maestro unico non piace.
Come sempre Vignali dimostra di essere un mediocre amministratore incapace di leggere, come i suoi colleghi, le trasformazioni che il nostro tempo ci offre.
Trasformazioni che non vedono protagonisti i soliti tristi governanti, ma gli uomini e le donne che attraversano ogni giorno le città, che in esse producono ricchezza, che costruiscono nuove reti di relazioni ed affetti incontrollabili da qualsiasi assessorato alla sicurezza.
E’ per questo che oggi in tanti ,studenti e studentesse, abbiamo deciso di riprenderci la nostra libertà e con essa le strade e le piazze di questa città, per gridare a gran voce
MAI PiU’!!!
RAZZISMO STOP!!!
Laboratorio studenti medi Punto24
Collettivo UNI SPAM