RASSEGNA STAMPA

Fonte: l’Adige del 9.10.2008

Rovereto (Tn) - Sinti in piazza, sit-in con scintille

Protesta per il campo nomadi, traffico bloccato e qualche parapiglia

Trento - Giovedì 9 ottobre 2008

di Leonardo Pontalti.
La marcia dei sinti. Quella su piazza Podestà, che ieri pomeriggio è stata teatro della protesta degli occupanti del campo dei Lavini, esasperati dalle condizioni in cui si trova la struttura. A loro dire, semplicemente invivibile, tra corrente elettrica che salta, mancanza di acqua calda da settimane, servizi igienici in pessimo stato e pure un numero di bidoni della spazzatura insufficiente per le circa 150 persone presenti. Una protesta che ha bloccato la circolazione per quasi tre ore, con pure degli attimi di tensione. Il tutto, culminato con la promessa - da parte del sindaco Valduga, di incontrare i sinti il prossimo 22 ottobre. La loro protesta era cominciata fin dalla mattinata, quando una trentina di sinti roveretani si è data appuntamento con cartelli e megafoni in via Pasqui, davanti agli uffici dell’assessore alle Politiche sociali Giovanni Spagnolli: un civile sit-in culminato con l’incontro tra uno dei «portavoce» dei sinti, Simone Cari, e il dirigente Aurelio Cunial. Un confronto che evidentemente non ha lasciato soddisfatti i manifestanti, che si sono dati appuntamento sotto il municipio per le 14, con l’obiettivo di incontrare direttamente il primo cittadino. Fin da subito, la disponibilità di Valduga non è mancata, ma - ha fatto sapere tramite la segreteria «nel rispetto delle procedure che tutti i cittadini devono seguire. Ho il massimo rispetto per i sinti roveretani, che sono ovviamente cittadini come gli altri. E sono disponibile ad incontrarli come lo sono con tutti i cittadini, che devono chiedere appuntamento». Primo «buco» libero, il 4 novembre. Una data e una risposta che i sinti hanno interpretato come un semplice rinvio della questione fino a dimenticare i loro problemi, tanto da mettersi a chiedere un confronto immediato con Valduga, seduta stante: «Vogliamo il sindaco, altrimenti non ce ne andiamo», il grido di battaglia, accompagnato da cartelli e striscioni: «Se al campo si sta bene, perché il sindaco non ci viene?», «Basta maltrattare i sinti», «Vogliamo vivere come persone», alcuni degli slogan. Qui è iniziato il lavoro di mediazione da parte degli attivisti del Centro sociale Bruno Donatello Baldo, Federico Zappini e Stefano Bleggi, «intervenuti solo per cercare di farci tramite tra le civili richieste dei sinti e l’amministrazione roveretana - ha spiegato Baldo - e spiace invece venire a sapere come qualcuno, ad esempio l’assessore Spagnolli, pensi che siamo scesi a Rovereto per fomentare chissà cosa. Abbiamo soltanto cercato di contattare qualcuno che potesse parlare con i sinti: il sindaco Valduga, Rasera, Dorigotti, lo stesso Spagnolli. Vedere che a rassicurare questi cittadini siano state le forze dell’ordine, credo sia una sconfitta per Rovereto: quando una questione politica o amministrativa si trasforma in questione di ordine pubblico è sempre una sconfitta per tutti». Come detto, appunto, a nulla è valsa la mediazione di Baldo, e i sinti hanno deciso per la protesta ad oltranza, passando dall’atrio di palazzo Pretorio alla piazza, bloccando la circolazione. Proprio qui - erano circa le 15 - la manifestazione, peraltro in precedenza (e poi) contraddistintasi per assoluta civiltà e compostezza - con tanto di bimbi scorrazzanti e giochi di prestigio con le carte - è sfociata per alcuni attimi nella tensione: dopo il blocco del traffico, da uno dei mezzi fermi in piazza sono partiti insulti ai manifestanti, la cui reazione non si è fatta attendere: calci, cazzotti e un parapiglia nel quale carabinieri, poliziotti e uomini della polizia municipale hanno avuto il loro bel daffare per placare gli animi. Un episodio che - anche per non paralizzare il traffico da e per Santa Maria, Noriglio e Trambileno - ha consigliato agli uomini del comandante Marco D’Arcangelo di chiudere e far così bypassare la piazza alle auto in entrata nella città, attraverso il lungo Leno dietro il municipio. La protesta e il sit in dei sinti è poi proseguito fino alle 17, quando - vista l’impossibilità di parlare con esponenti dell’amministrazione - i manifestanti hanno ricevuto da parte del vicequestore Tognarelli, del maresciallo Catalano e del comandante della polizia municipale D’Arcangelo (dopo un consulto con la segreteria di Valduga) l’assicurazione che saranno ricevuti dal primo cittadino il prossimo 22 ottobre.


Obiettivo microaree, incontro il 22 ottobre

Volevano il sindaco, volevano parlare con Valduga. I sinti hanno dovuto accontentarsi dell’assicurazione che il primo cittadino li riceverà il prossimo 22 ottobre. Una certezza, non un mezzo per farli sgomberare: «Se il 22 il sindaco non vi riceve, allora avrete tutte le ragioni per arrabbiarvi», parole degli improvvisati mediatori. Improvvisati e lodevoli: fermi nell’evitare la prosecuzione del blocco del traffico, ma pacati, comprensivi, veri apprezzabilissimi diplomatici. Che cosa chiedono, l’hanno ribadito in una nota diffusa in piazza: «Più volte abbiamo chiesto aiuto al Comune per migliorare la nostra situazione, ma senza ottenere risposte. Abbiamo chiesto un lavoro e le microaree, pagate da noi. All’interno del campo non funziona quasi mai niente, a cominciare dall’acqua calda. Dobbiamo scaldarla sui fornelli per lavarci, e pretendono che mandiamo a scuola i bambini puliti. Hanno costruito meglio il canile che il campo. Dove vanno a finire i trentamila euro all’anno che ci dicono si spendono per il campo, se noi vviamo come bestie?» Un campo migliore («Ma la cooperativa che lo cura non vuole più tornarci, dicono che sono stati spesso insultati», fanno sapere dal Comune), dunque, ma l’obiettivo sono le microaree. Che però difficilmente arriveranno. Quello che arriverà, per i sinti, è l’incontro («già previsto prima della protesta», fa sapere sempre il Comune) di mercoledì prossimo tra volontari che gestiscono il campo, rappresentanti comunali e rappresentanti dei sinti, e l’incontro con Valduga il 22 ottobre prossimo.

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