Questo pomeriggio, a seguito dell’ennesina incomprensibile ed ingiustificata morte avvenuta nelle celle della Questura di Milano, una cinquantina di attivisti del CS Cantiere, hanno dato vita ad una iniziativa di denuncia, con un presidio itinerante che dal palazzo della Stampa in p.za Cavour si è spostato in via Fatebenefratelli, dove è stato bloccato dalle forze dell’ordine.
Dopo i tre casi negli ultimi tre mesi, dopo l’aggressione dei vigili ai danni di un migrante davanti alla scuola del figlio, per restare ai fatti che coinvolgono Milano, cresce il clima di intolleranza e di paura.
Con il pretesto di una presunta sicurezza la città è stata militarizzata e sempre più spesso c’è qualche razzista chi si sente in dovere e col potere di fare giustizia da solo, come accaduto nel caso dell’uccisione di Abba o nell’aggressione ad un ambulante senegalese.
Agli occhi di chi governa questa città e di chi dovrebbe controllarla appare tutto normale, così come per i mezzi di informazione che sui fatti che hanno coinvolto la Questura di Milano, come in molti altri casi, preferiscono il silenzio ad interrogativi scomodi.
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