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Venerdì 13 agosto 2004 00:00 13 agosto - Betlemme e campo profughi di Deehisha
La presenza/attiva continua con una visita a Betlemme e al campo profughi di Deehisha. Impieghiamo parecchio tempo per il tragitto: il check point di Kalandya, dopo l’attentato degli scorsi giorni, e’ chiuso; nel percorso alternativo vediamo molto bene il muro e le devastazioni che provoca la sua costruzione, nonche’ ulteriori check point e posti di blocco. La cosa che piu’ colpisce del tratto di muro che siamo riusciti a vedere, cioe’ quello che separa Abu Dis dal resto di Gerusalemme, e’ che divide di fatto palestinesi da palestinesi e quindi risulta palese la sua funzione di annessione e non di difesa. A Betlemme incontriamo Ghassan Andoni, giornalista ed esponente dell’ISM (International Solidarity Movement), che ci spiega il senso della marcia organizzata dal gruppo, pur sottolineando che la partecipazione e la presa che questa ha sulla popolazione varia da villaggio a villaggio. Ci parla inoltre dello sciopero della fame che inizieranno i detenuti Palestinesi il 15 di Agosto, con manifestazioni che si ripercuoteranno nei giorni successivi per tutta la Cisgiordania. Dopo l’incontro ci dirigiamo al campo profughi di Deehisha, a pochi minuti da Betlemme, che e’ un territorio di un chilometro quadrato in cui vivono ammassate 11000 persone, di cui 6000 bambini. Presente nel territorio fin dal 1948, e’ un intricato labirinto di stradine e case, molte delle quali parzialmente distrutte dall’esercito israeliano, durante i tristemente quotidiani raid punitivi. Ci fa da guida Jihad, un ragazzo di 22 anni cresciuto nel campo.
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