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Martedì 17 agosto 2004 00:00 17 agosto - Qalqilia e Jayyous
Qalqilia é l’unica città già completamente circondata dal muro, strategia che é stata applicata in quanto rappresenta un punto strategico per la ricchezza di risorse idriche: ne possiede infatti il 53% di quelle palestinesi, di queste il 25% viene sottratto dagli Israeliani. Il villaggio di Jayyous riceve,per questo, acqua solo per due ore ogni tre giorni. Quello che il governo israeliano sta mettendo in atto é un piano di isolamento della comunità: attraverso l’allargamento delle colonie circostanti (Qalqilia si trova vicino ad Ariel, una tra le più grosse colonie israeliane, che raccoglie più del 27% dei coloni presenti nella West Bank, ed e` in fase di espansione); attraverso un progressivo ingabbiamento e isolamento della città con la costruzione del muro, che in alcuni punti presenta delle zone di "antemuro" larghe una ventina di metri e circondate da filo spinato, munite di alta tensione e sensori collegati alle vedette israeliane; con l’abbattimento totale o parziale degli ulivi millenari situati lungo il tracciato del muro; impedendo ai contadini di coltivare le loro terre. Tutto ciò lo vediamo con i nostri occhi, in particolare a Jayyous, dove é stato necessaria la costruzione di un sistema di raccolta delle acque per permettere alla scuola del villaggio di avere acqua durante le ore scolastiche grazie all’aiuto del Palestinian Hydrology Group. Qui raccogliamo inoltre delle testimonianze da parte di alcune famiglie contadine, tutte colpite nell’economia familiare dalla costruzione del muro: le loro terre sono rimaste all’esterno del perimetro, per cui si rende impossibile raggiungerle; inoltre la mancata esportazione dei prodotti verso Israele ha fatto crollare i prezzi della produzione, con un guadagno che é zero. Lungo il percorso del muro, oltre agli ulivi mutilati, ci aspetta quella che il responsabile del Palestine Hydrology Group definisce come "il regalo dell’occupazione", una discarica che ha raggiunto le proporzioni di una montagna. Per dodici anni, dall’inizio degli anni novanta, i coloni della vicina Ariel hanno rovesciato tonnellate di rifiuti solidi in territorio palestinese: con la costruzione del muro la gigantesca montagna é rimasta nel territorio di Jayyous. Anche questa é l’occupazione.
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