Naomi Klein e Assalti Frontali a «GlobalBeach», contro festival di Venezia sulla spiaggia
Roberto Silvestri
Festival ombra, ma non solo festival, al Lido di Venezia, durante la mostra del cinema, dall’1 all’11 settembre. È «GlobalBeach», azione-evento organizzato sulla spiaggia dal movimento antagonista e dalle reti internet alternative (slogan «Liberté, egalité, flexsecurité») che ha già trovato il suo marchio: un surfista su una grande onda sulla quale le parole d’ordine della rivoluzione francese viene riadattato alle esigenze emerse dall’Euro May Day del primo maggio scorso, quando il precariato ha dichiarato guerra alle attuali forme della schiavitù flessibile.
Dunque la flexsecureté come programma minimo, E San Precario come santo protettore dei lavoratori non allineati: «se ci vogliono flessibili ci devono dare garanzie di vita, una sicurezza altrettanto flessibile». Sicuri e flessibili, né dogmatici né tossici, dunque anche i film e i documentari «invisibili», le operazioni artistiche che vorremmo vedere dentro la Mostra e fuori.
GlobalBeach si è infatti già assicurata le prime, prestigiose adesioni. Il concerto di apertura, dopo la conferenza stampa dell’1, sarà affidato agli Assalti Frontali, il 3 settembre. La studiosa new global e acuta critica di «questa globalizzazione», la canadese Naomi Klein, autrice di No logo, economia globale e nuova contestazione sarà a Venezia il 5 e presenterà l’ultimo documentario a cui ha partecipato, This land is your land, diretto da Lon Cheatle e Daisy Wright, e sarebbe interessante anche vedere il suo precedente lavoro, storico-decostruttivo delle multinazionali, The Corporation (2003) di Jennifer Abbott e Mark Achbar (produttore nel `99 di Manufacturing Consent, Noam Chomsky and The Media, sulla costruzione subdola del consenso attraverso i media).
Il programma potrebbe dunque diventare molto interessante, e contenere documentari e film non riconciliati con il mondo com’è, istallazioni italiane e straniere, competitivi con la stessa Mostra (d’altronde gli organizzatori si sono incontrati sia con il direttore della Biennale cinema, Marco Mueller, che essendo un ex maoista è un artista della diplomazia, che con i responsabili culturali del comune di Venezia, per cercare forme di collaborazioni paritarie), ma Global Project & Co. non hanno ancora comunicato il programma definitivo che, secondo una consolidata e anti burocratica tradizione indipendente e off off si basa molto sull’arrivo della «pizza» all’ultimo momento e sulla partecipazione attiva degli stessi cineasti e artisti invitati ufficialmente alla mostra (per esempio Spike Lee, Joe Dante o Gregg Araki), e che «vogliono interagire con situazioni, collettivi culturali e collettivi politici».
Tra le iniziative annunciate, comunque: l’occupazione di una spiaggia, la «global beach», «luogo di comunic/attiva, di rivendicazione di spazi, di cultura e socialità», installazioni di tivù pirata, allestimento di una struttura attrezzata per «chi non ha 150-200 euro a notte da spendere per seguire la Biennale e che non ha la possibilità di reggere i costi proibitivi aggiuntivi, un luogo autogestito dove sarà possibile proiettare video, attuare sperimentazioni artistiche e musicali, con concerti tutta la notte, tutti i giorni dell’occupazione».
Infine, vertenza biglietti. E questo è il più bell’elogio che si potesse fare al programma allestito quest’anno dal direttore della mostra e dai suoi collaboratori (ma speriamo che le proposte «indie» siano più ferocemente glamour di quelle del Palagalileo). E un «boicottaggio attivo» della Disney - che sta spadroneggiando nella più delicata città del mondo con le riprese di Casanova, la sua ultima produzione «live» - la corporation di Eisner già al centro di un boicottaggio attivo, partito molti mesi fa, da parte della stessa famiglia di Walt Disney. «Multinazionale della propaganda utilizzata anche per sostenere le guerre e gli apparati militari», definisce Michele Valentini, del centro sociale Rivolta di Marghera, la Disney Corporation, impegnata in realtà nella guerra contro l’eredità artistica del fondatore, propagandista solo contro Hitler.
È prevista infine una riunione europea delle reti dei «precog», precari cognitari, lavoratori intellettuali che si stanno auto-organizzando in forma anche sindacale anche a livello europeo. Tra gli altri argomenti in discussione, il convegno della Nato, a Venezia nel novembre prossimo e iniziative per la neutralizzazione del progetto Mose, delle «dighe mobili».