16 agosto.
L’esercito israeliano entra nella citta’ vecchia, cuore del centro storico di Nablus. Iniziano le operazioni. Viene annunciato il coprifuoco per 72 ore.
Dalle prime luci dell’alba iniziano i primi scontri in citta’. Si intuisce che sono state occupate delle case in centro, con famiglie sequestrate e cecchini alle finestre.
Attorno alla piazza centrale di Nablus e i viali laterali , passano ore lunghissime. Sono corride tra jeep israeliane e ragazzini. Sassaiole continue da ogni angolo della strada e spesso volano macerie anche dai tetti. Passate le jeep, in strada i ragazzini alzano barricate in attesa della prossima incursione.
Alla fine della giornata si contano 16 feriti e un morto. Nella notte continuano le operazioni nel centro citta’: vengono occupate case anche nel campo profughi di Al ein, periferia nord di Nablus.
I soldati fanno saltare le porte, chiudono le famiglie in cucina e ribaltano letteralmente la casa con la scusa di cercare armi e esplosivo. Spesso rubano oggetti di valore e denaro.Se la casa si affaccia su un punto strategico rimarra’ occupata fino al termine dell occupazione della citta’ , oppure abbandonata per quella successiva.
17 agosto.
Continua il coprifuoco, nella citta’ vecchia continuano le operazioni e spesso si sentono esplosioni, la piazza principale e i viali circostanti rimangono la zona piu’ calda e dove i soldati israeliani si divertono a rincorrere ragazzini di 12 anni che rispondono senza sosta con sassaiole.
Alcuni volontari del Medical Reliefe si recano al campo profughi di Al ein: entrano in una casa ancora occupata, chiedendo di verificare lo stato di salute della famiglia da 12 ore sequestrata. I soldati lasciano entrare solo gli internazionali. La casa e’ sottosopra.In una stanza a terra, sono tenuti in ostaggio 18 persone. Si riesce con varie scuse a portare fuori una donna incinta di 4 mesi con il figlio, altre tre donne e 4 bambini.
Il Campo e’ centro di operazioni, decine di case sono occupate. Visitando quelle appena lasciate, si vede uno spettacolo orrendo.La situazione peggiora e il medical relief insieme agli internazionali decidono di uscire dal campo profughi dove anche la resistenza inizia a sparare.
L’operazione dura fino a sera: pare che due soldati israeliani siano stati feriti. E’ stato ferito e arrestato un leader del PFLP, uno dei capi della resistenza del campo.La giornata si chiude con 14 feriti, uno in fin di vita colpito alla spina dorsale e 1 morto, un bambino di otto anni , colpito sul tetto da un cecchino.
Oggi 18 agosto
La citta’ rimane sotto coprifuoco, il centro e’ deserto e non si contano piu’ le case occupate. Anche la clinica del Medical Reliefe che viene attivata durante le invasioni, questa mattina, dopo che alcuni internazionali l’hanno lasciata , e’ stata occupata dall esercito israeliano.
Le operazioni nel campo profughi di Al ein sono terminate. Rimangono le strade bloccate da cumuli di macerie che nelle notti passate sono stati spinti da Bulldozer dell esercito .Continuano gli scontri nella piazza principale e nelle vie laterali.