GLOBAL PROJECT ITALIA

Global Beach - Programma

Venerdì 10 settembre 04

Venerdì 27 agosto 2004

Ore 16.30
La questione delle spiagge: tra uso sociale e devastazione ambientale - assemblea/dibattito

Ore 19.00
Presentazione della rivista olandese Greenpeppermagazine
Attivismo, ecologia, azione diretta e stili di vita alternativi

Link:
http://www.greenpeppermagazine.org/

Ore 21.30
Presentazione e proiezione del film
Nemmeno il destino di Daniele Gaglianone, tratto dal romanzo di Gianfranco Bettin

Ore 23.30
Presentazione e proiezione del film
Appunti per un film sulla lotta di Melfi di Stefano Consiglio

Dj/set: Lele Prox & Forren + guest star Lou X(drum’n’bass/jungle/breakbeat)

Nemmeno il destino
Alessandro, detto Ale, ha quindici anni e ha dato fuoco a una casa. Lo ha fatto con rabbia, per una specie di vendetta consumata contro chi ha voluto sfrattare da quella casa una coppia di coniugi anziani, i soli riferimenti rimastigli in una città ostile e spettrale. Sua madre, Adele, che lo ha avuto ragazzina da un uomo rimasto ignoto, è minata dalla malattia mentale e dalla paura di un mondo che osserva come "con gli occhi di un bambino di fronte a un temporale". Gli amici e coetanei di Ale – Ferdi e Tony – sono anch’essi segnati dal destino di fuga, sconfitta e tragedia che sembra incombere sull’ambiente in cui crescono. Ma è proprio a quel destino che Ale lancia la sua sfida. Una sfida dapprima inconsapevole, ignara della portata e del rischio che assume, che poi diventa più cosciente ("Temi il destino, ma non rispettarlo"), più lucida, man mano che Ale, nel bruciante conflitto in cui si getta, si fa più maturo e trova infine, nella rielaborazione della propria storia, uno strumento di formazione e di riscatto ("Racconta. Nemmeno il destino te lo può impedire").

Appunti per un film sulla lotta di Melfi
(...)Chi scrive, di assemblee operaie ne ha viste molte negli ultimi 35 anni. Erano anni che non ne vedevo una così. Ho visto anche molti documentari che, in tempi ormai lontani, tentavano di riproporre accese discussioni operaie. Raramente riuscivano a restituire allo spettatore il clima, la tensione morale e politica, evitando agiografie o semplificazioni. Nel raccontare i 21 giorni di sciopero e presidi nello stabilimento Fiat lucano («Appunti per un film sulla lotta di Melfi»), Stefano Consiglio è perfettamente riuscito nel suo intento. In 40 minuti si rivive quel clima straordinario e si capiscono molte cose. Il film inizia da dove si concludeva l’opera precedente del regista «L’uomo flessibile». Dal racconto del lavoro a Melfi prima della rivolta operaia fatto da un operaio, Franco, racconto preceduto soltanto dalle scene delle cariche della polizia davanti ai cancelli, una carica vergognosa, intollerabile, che paradossalmente aiuterà la comunità operaia di Melfi a conquistare, con le prime pagine dei quotidiani, una solidarietà generale. Le parole di Franco scorrono fluide, amare, sul pullman che nella notte lo trasporta allo stabilimento della piana di San Nicola. Si alza alle 3, Franco, 5 ore di viaggio ogni giorno per lavorare di più e peggio dei suoi compagni di Torino - la doppia battuta notturna - e guadagnare di meno. Rivendica, pensate un po’, gli stessi diritti che aveva conquistato suo padre. «Sono rincoglionito» da questa vita, dice, «mi tiene su la rabbia».

Le musiche scelte da regista nel racconto aiutano gli spettatori a entrare nella scena: dall’immancabile Bob Dylan, colonna sonora dei tempi che stanno cambiando («The times they are a-changin’») a Steve Young («Worker song»), da Fraft Werg («The man machine») a Patty Smith («People have the power»). Si torna all’oggi, alla fine dell’incantesimo quando punizioni, angherie e giorni di sospensione per aver risposto al capo non recintano più i muri della prigione - dieci anni di prigione - ma li fanno brillare e spalancano la porta della vita. «Non siamo robot», gridano in tanti nel microfono, tra i fuochi accesi nella notte di Melfi. Il film non finisce con l’accordo strappato a Roma, il referendum, fatti fondamentali relegati ai titoli di coda. Si conclude, giustamente, con le immagini della prima notte ai cancelli senza blocchi. Gli operai, però, ci sono tutti nel piazzale. Si chiedono: «I pullman arriveranno pieni?». «Secondo me entreranno in tanti», dice qualcuno. Un altro scommette: «Secondo me non arriva nessuno e lo sciopero riesce». Vincerà la scommessa, questo operaio, i pullman arrivano vuoti, con il solito, singolo crumiro imbarazzato accolto dagli applausi festanti di chi ha già vinto una battaglia: quella del consenso, la sconfitta della paura. Da oggi a Melfi inizia una nuova storia. Il film di Stefano Consiglio merita di uscire dai canali degli addetti ai lavori e arrivare sul mercato. E’ un bel film, un film di speranza. Loris Campetti, Il Manifesto, sabato 4 settembre 2004

Programma:
merc01 | giov02 | ven03 | sab04 | dom05 | lun06 | mar07 | merc08 | giov09 | ven10 | sab11

[ Torna su ]
Ricerca per argomento:
Ricerca libera:
Ricerca per redazione:

Sito realizzato da HCE web design - Gestione server e servizi di rete globalproject experimental networks

Tutti i materiali presenti sul sito sono distribuiti sotto licenza Creative Commons

» login «