Non molto tempo fa si diceva il ’linguaggio performa la società’, costruisce senso e costumi…
Ora, solo una manciata di anni ci separano dal ’900, un breve tempo cronologico le cui trasformazioni storico-sociali, politiche, tecnologiche e di movimento hanno aperto ad una nuova epoca dell’informazione: globalizzata, imbrigliata – embedded, piatta, tutta uguale, bugiarda e tutta indistintamente determinata dagli stessi poteri: il mainstream, si continua a chiamarlo…, matrix, il sistema. E quello che era nominata comunicazione indipendente, altra, l’inchesta, l’underground?
Sperimenta, diventa virale, invasivo, dentro/fuori ai gangli di matrix, cambia continuamente contestualmente alle lotte, alle rivendicazioni di diritti.
Il linguaggio e le sue forme tecno/teoriche/tradizionali si modificano, si contaminano, la globalizzazione dal basso dei movimenti produce reti, scambi, meticciato, conflitti che sono azione comunic/attiva, che sono movimento e ribellione che agendo si autoproducono e riproducono come comunic/azione…segni, simboli che narrano la realtà, che narrando producono e producendo narrano.
Teoria e prassi finalmente si ricompongono, si fondono inscindibilmente in sperimentazione massima di linguaggi/pratiche rivendicativi di diritti. Globalbeach è interpretazione di questo, è l’onda anomala e il suo stesso punto di rottura.
Pointbreak, system error:
Dall’1 all’11 settembre al Lido di Venezia, la culla della mostra del cinema, dello star system, dell’irraggiungibilità materiale dei saperi e dell’arte, saremo infatti tutt* protagonist* comunic/attori di conflitto.
Si accendano quindi le telecamere, i proiettori, i registratori, gli schermi, le macchine fotografiche, i computer e i telefoni, si distribuiscano pamphlets, fliers, comunicati, si agisca, si scriva, si parli, si interferisca e ci si interfacci.
Questa la provoc/azione, la proposta di Globalproject, radio tv mag, intermittenze laboratori radio tv dalla spiaggia occupata del Lido.
Info: globalbeach@globalproject.info
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