Global Beach su una spiaggia occupata: film, dibattiti e feste tutte le notti.
Era ora. Sono anni che al Lido, durante la Mostra del Cinema, ci si aspetta qualcosa di nuovo, capace di offrire a chi è da quelle parti delle alternative all’obsoleto e stantio rituale festivaliero. Finalmente, durante il festival, ci sarà uno spazio tutto nuovo. Nulla a che vedere con la discussa quarta sala. Nessun albero da abbattere, in questo caso. Anzi, il contrario. Un luogo abbandonato a se stesso che viene completamente recuperato e restituito ai veneziani. Un luogo che verrà ocupato oggi e rimesso completamente a nuovo.
Si chiama Global Beach e come simbolo ha un surfista che cavalca un’onda. Il motto è "Libertè, Egalitè e Flexsecuritè", alla luce delle istanze emerse dall’Euro May Day del primo maggio a Milano, quando il mondo del precariato ha contestato le attuali forme di lavoro flessibile.
Per questo non mancheranno, ovviamente, gli “intermittenti” francesi, i precari del mondo del cinema che a Cannes fecero sentire la loro voce. L’idea è venuta ai ragazzi del Global Project, che poi altri non sono che i disobbedienti del Rivolta e del Morion. Un’idea semplice: creare uno spazio alternativo a quello per molti impossibile offerto dal Lido durante i giorni della Mostra.
Un luogo che piacerà molto a tutti gli addetti ai lavori e non della Mostra che la sera, dopo le proiezioni, non sanno dove andare se non in quei due o tre soliti locali dove per una birra devi lasciare giù la carta di credito. Non solo. Per la prima volta, chi non avrà la possibilità di spendere un minimo di 150-200 euro per un posto letto, potrà usufruire degli spazi del Global Beach. Spazi campeggio e bar, ma anche altro. Perché sarà anche uno spazio tematico.
Vi hanno già aderito la scrittrice Naomi Klein (autrice del libro No Logo e presente al festival con The take, film/documentario diretto con Avi Lewis), che presenterà il suo film sabato 4 alle 21 e che ritornerà il giorno dopo, alla stessa ora per un dibattito contro la guerra insieme a Tim Robbins, grande attore e regista, “disobbediente” hollywoodiano.
Il cinema, dunque o, meglio, un altro cinema. Quello presente sì ai festival ma non solo. Cinema indipendente e antagonista. Come quello che ha vinto al Sundance Film Festival i cui film premiati saranno proiettati martedì 7 sempre alle 21. E poi la musica, col concerto di apertura, il 3 settembre, degli Assalti Frontali e dj che si alterneranno alla consolle tutte le notti fin quasi all’alba. Un luogo da fuori orario, dunque, che dovrebbe piacere molto a Martin Scorsese e Enrico Ghezzi. E dove sarà più che probabile incontrare attori, giornalisti e, statene certi, uno come Spike Lee.
A Global Beach si potrà poi prendere il sole, seguire installazioni tv (sul progetto delle telestreet pirata), trasmissioni radio e, poi, assistere a incontri con scrittori, a dibattiti sull’ambiente, tipo l’uso sociale delle spiagge e la devastazione ambientale della laguna che degli scriteriati hanno sancito dando il via alla costruzione del Mose. Uno spazio prezioso, dunque, Global Beach. Che non sarà di opposizione alla Mostra ma che l’attraverserà, tentando di proporre qualcosa di diverso, di alternativo. Cercando di mettere in risalto l’interazione fra i vari linguaggi. Uno spazio di idee, pensieri, proposte, antagonismi che sarà certamente capace di attrarre l’attenzione e la curiosità di chi si muove ormai con noia dentro ai meccanismi arrugginiti del festival.
Al punto che lo stesso Marco Müller, direttore di questa 61^ edizione della Mostra del Cinema, si è detto desideroso di incontrare i ragazzi di Global Beach. Chiusura, anche per loro, l’11 settembre, con la proiezione in una sala ancora da definire del film Farenheit 9/11 di Michael Moore, numero uno dei disobbedienti d’America, che in qualche modo potrebbe pure fare la sua apparizione al Lido. Del resto, quelli di Global Project sono o non sono dei maestri di internet?
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